Nel maggio del 2023, si è verificato un evento di rilevante importanza per la cultura italiana, in particolare per la città di Firenze, con il cambiamento della gestione dei servizi museali delle Gallerie degli Uffizi, di Palazzo Pitti e della Galleria dell'Accademia. Questi musei, tra i più celebri e frequentati del mondo, custodiscono alcune delle opere più importanti della storia dell'arte e rappresentano un simbolo della cultura e del patrimonio italiani. Fino a quel momento, la gestione dei servizi museali era stata affidata a Opera Laboratori Fiorentini, una società che aveva curato la parte operativa di queste istituzioni per ben 21 anni, dal 2002. Nonostante il lungo periodo di collaborazione, il Ministero della Cultura ha deciso di lanciare una gara d'appalto per rinnovare la gestione dei musei, con l’intento di modernizzare l’organizzazione e migliorare i servizi offerti ai visitatori.
La gara è stata vinta dalla cooperativa CoopCulture, una realtà che già gestisce numerosi musei e beni culturali in tutta Italia, tra cui il Museo Nazionale Romano, il Museo Archeologico Nazionale di Napoli e numerosi altri luoghi di rilevanza internazionale. CoopCulture ha offerto una proposta innovativa, con un programma che punta su una gestione più moderna e digitalizzata dei servizi, l’aumento delle iniziative culturali e la valorizzazione delle risorse locali. Questo cambio di gestione ha anche comportato un cambiamento nella filosofia operativa, con una visione più orientata alla sostenibilità e a un approccio dinamico nella fruizione dei beni culturali, in grado di rispondere meglio alle esigenze dei visitatori, sia italiani che stranieri. Tuttavia, la decisione di affidare la gestione a CoopCulture non è passata inosservata e ha sollevato numerose polemiche e contestazioni legali da parte di alcune società concorrenti.
In primo piano tra le società che hanno sollevato ricorso ci sono Opera Laboratori Fiorentini e Primo Nomine, una società spagnola che si era aggiudicata alcuni appalti simili in altri contesti. Opera Laboratori Fiorentini, che aveva gestito i servizi dei musei fiorentini per oltre due decenni, ha impugnato l’esito della gara sostenendo che l’offerta della cooperativa CoopCulture non fosse stata valutata correttamente e che alcune voci di punteggio non fossero state attribuite in modo trasparente e conforme ai criteri stabiliti. La società ha richiesto l'annullamento dell’aggiudicazione, facendo leva su presunti vizi procedurali. Un’altra società, Primo Nomine, ha contestato il processo di selezione per motivi simili, sostenendo che il sistema di valutazione adottato fosse inadeguato e favorisse un’offerta che, a loro dire, non rispettava gli standard richiesti dal Ministero.
In risposta a queste obiezioni, il Tribunale Amministrativo Regionale (TAR) è stato chiamato a valutare le contestazioni. Tuttavia, il TAR ha respinto i ricorsi di Opera Laboratori Fiorentini e Primo Nomine, confermando l’affidamento della gestione a CoopCulture, ritenendo che il processo di selezione fosse stato trasparente e che non ci fossero motivi legittimi per annullare l'aggiudicazione. Nonostante questa sentenza favorevole per il Ministero della Cultura e CoopCulture, il ricorso di una terza società, Vivaticket, ha ricevuto un trattamento differente. Vivaticket, una società che gestisce la bigliettazione dei musei, aveva sollevato problematiche relative alla gestione dei biglietti e delle prenotazioni, chiedendo l’annullamento della parte dell’appalto riguardante il sistema di ticketing. Il TAR ha parzialmente accolto la richiesta di Vivaticket, rinviando la causa al Consiglio di Stato per un esame più approfondito, il cui esito si attende nel febbraio 2025.
Il coinvolgimento del Consiglio di Stato potrebbe influenzare profondamente la vicenda, in quanto l’organo giurisdizionale superiore per le questioni amministrative ha il potere di annullare o confermare la decisione del TAR. Qualora dovesse decidere di accogliere le istanze delle società ricorrenti, ciò potrebbe comportare l’annullamento dell’aggiudicazione della gara a CoopCulture, con la necessità di riaprire il processo di selezione. In alternativa, una conferma della decisione del TAR rafforzerebbe la posizione della cooperativa e porterebbe a un’accelerazione dei cambiamenti previsti per la gestione dei servizi museali. Sebbene il futuro giuridico della gestione resti in bilico, il passaggio dalla vecchia alla nuova gestione è già iniziato e la transizione non è priva di conseguenze sia per i visitatori sia per il personale impegnato nelle strutture.
Dal punto di vista operativo, l’ingresso di CoopCulture implica un’innovazione nelle modalità di accesso e nella fruizione delle opere. Uno dei primi cambiamenti annunciati riguarda la gestione della bigliettazione. La pratica, adottata dalla precedente gestione, di aggiungere una sovrattassa di 4 euro per la prenotazione dei biglietti, che veniva utilizzata per finanziare l’apertura di sale e il personale, non sarà più applicata. Questo intervento, che va a favore di un accesso più equo e accessibile, rappresenta uno dei principali cambiamenti per i visitatori, i quali potranno godere di un’esperienza museale senza costi aggiuntivi nascosti. Inoltre, CoopCulture ha in programma di potenziare i servizi digitali, con l’introduzione di nuove applicazioni per la gestione dei flussi di visitatori, il miglioramento della fruizione delle opere tramite tour interattivi e la creazione di esperienze virtuali che permettano di esplorare le collezioni anche a distanza.
Sul piano del personale, la nuova gestione prevede una riorganizzazione del lavoro. CoopCulture, infatti, si distingue per il suo impegno nella valorizzazione delle risorse umane e nella formazione continua. Ciò potrebbe tradursi in nuove opportunità di impiego, in particolare per giovani professionisti del settore culturale, ma anche in una revisione dei contratti esistenti e nella creazione di nuove figure professionali. La gestione più moderna e orientata all’innovazione tecnologica, però, richiederà anche un adattamento del personale alle nuove tecnologie e modalità operative, con possibili tensioni dovute ai cambiamenti strutturali e alle nuove modalità di lavoro.
A livello culturale, l’ingresso di CoopCulture rappresenta una sfida ambiziosa, ma anche una grande opportunità per i musei fiorentini. La cooperativa si propone di implementare nuovi progetti culturali, di aumentare le attività di promozione e di attirare un pubblico ancora più vasto. Un aspetto fondamentale di questo rinnovamento è il rafforzamento della sostenibilità ambientale e sociale, con la creazione di progetti che non solo promuovano la cultura, ma che abbiano anche un impatto positivo sulla comunità locale. L’innovazione digitale giocherà un ruolo centrale, non solo nell’ambito della bigliettazione, ma anche nella gestione delle collezioni, nel miglioramento dell’accessibilità per le persone con disabilità e nella creazione di contenuti educativi interattivi che possano coinvolgere anche le scuole e i giovani.
In conclusione, la riorganizzazione della gestione dei servizi museali delle Gallerie degli Uffizi, di Palazzo Pitti e della Galleria dell'Accademia è un processo complesso, che coinvolge molteplici aspetti giuridici, operativi e culturali. La decisione finale del Consiglio di Stato sarà determinante per l’evoluzione del settore museale in Italia, con effetti diretti sulle modalità di fruizione del patrimonio culturale e sull'esperienza dei visitatori. Sebbene la vicenda legale non sia ancora conclusa, il cambiamento nella gestione si profila come una sfida ambiziosa per CoopCulture, ma anche come un’opportunità unica per valorizzare uno dei patrimoni artistici più straordinari al mondo in modo moderno, sostenibile e accessibile a tutti.
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