Rick Sandford (1950-1995) è stato una figura poliedrica e affascinante, la cui vita si snoda attraverso i meandri della cultura queer, del cinema underground e dell’editoria indipendente nella Los Angeles tra gli anni ’70 e ’90. Attore di film erotici gay, montatore, assistente alla ricerca per documentari e scrittore, Sandford ha incarnato quella generazione di artisti irregolari che hanno vissuto ai margini della grande industria cinematografica, contribuendo però in modo significativo alla costruzione di un immaginario queer che continua a influenzare la cultura contemporanea.
La sua esistenza fu una continua ricerca di espressione, sperimentazione e connessione, e i vari ruoli che ricoprì nella sua carriera riflettono un’anima inquieta ma profondamente creativa. Tra cinema pornografico, documentari di Hollywood, striptease teatrali e una produzione letteraria breve ma intensa, Rick Sandford riuscì a fondere la dimensione personale con quella artistica, trasformando il proprio corpo e la propria sessualità in strumenti di narrazione e di esplorazione identitaria.
Le radici: un’infanzia tra le montagne e i libri
Nato a Denver, in Colorado, nel 1950, Rick Steven Sandford trascorse gran parte della sua infanzia nella regione del Lago Tahoe, un angolo di America rurale e idilliaca che sembrava lontano anni luce dai palcoscenici sfavillanti di Hollywood e dalle strade brulicanti di West Hollywood. Il paesaggio montano e l’isolamento di quella realtà influenzarono profondamente il carattere del giovane Rick, contribuendo a plasmare una sensibilità introspettiva e un immaginario ricco di suggestioni naturali.
I primi anni della sua vita furono segnati da difficoltà nell’apprendimento, in particolare nella lettura. Per i genitori di Rick, questa barriera rappresentava un ostacolo significativo e, in un’epoca in cui i disturbi dell’apprendimento non erano pienamente compresi, la paura di vedere il figlio etichettato come “diverso” era tangibile. Tuttavia, la loro decisione di iscriverlo a una scuola privata si rivelò cruciale.
In questo ambiente più intimo e stimolante, Sandford riuscì a superare le sue difficoltà, scoprendo un amore viscerale per la letteratura che lo avrebbe accompagnato per tutta la vita. Affascinato inizialmente dai romanzi d’avventura e dalle storie classiche americane, Rick sviluppò ben presto un interesse per opere più trasgressive e audaci. La lettura di Il ritratto di Dorian Gray di Oscar Wilde fu per lui una rivelazione, così come i romanzi di Christopher Isherwood e di James Baldwin, che gli offrirono una prima finestra su un mondo in cui l’identità queer non era negata ma esplorata e celebrata.
La fuga a Los Angeles: tra cinema e sperimentazione
Dopo il diploma, conseguito nel 1969, Sandford avvertì il richiamo di una vita più grande e ricca di possibilità. Con una valigia piena di sogni e pochi soldi in tasca, partì per Los Angeles, inizialmente con l’idea di trascorrere solo una breve vacanza. L’attrazione fatale per la città degli angeli scattò in occasione della visione del musical Hair e della versione cinematografica russa di Guerra e pace.
Sandford si innamorò perdutamente dell’energia creativa che pervadeva Los Angeles e decise di restare. Il suo esordio nel mondo del cinema fu umile ma emblematico: trovò lavoro come maschera al Grauman’s Chinese Theatre, osservando da vicino il luccicante mondo del cinema mainstream, anche se dall’altra parte della barricata.
Il lavoro di maschera divenne presto solo una delle tante occupazioni che gli permisero di mantenersi mentre inseguiva i suoi sogni artistici. Nel corso degli anni ’70, Sandford iniziò a lavorare come comparsa e controfigura in diverse produzioni televisive. Apparve brevemente in episodi di Police Woman nel 1974 e Step by Step nel 1991.
Ma il vero cuore pulsante della sua carriera lo portò in un’altra direzione: quella del cinema erotico gay, un genere in crescita e in trasformazione, che offriva spazi di libertà espressiva e sessuale. Con lo pseudonimo di Benjamin Barker (o Ben Barker), Sandford recitò in almeno tredici film pornografici tra cui Kip Noll and the Westside Boys, Rear Deliveries e Skin Deep.
I film pornografici di Sandford erano più di semplici prodotti di consumo: per lui rappresentavano un modo per affermare la propria identità e per esplorare nuove forme di narrazione corporea. Ogni film diventava un tassello di un percorso artistico e personale che si intrecciava con la cultura underground queer di Los Angeles.
Vita quotidiana e legami profondi: West Hollywood e oltre
Nel 1977, Rick Sandford si stabilì in un bungalow dietro una casa a West Hollywood, il quartiere che, all’epoca, era un rifugio sicuro per la comunità LGBTQ+ di Los Angeles. Qui conobbe Stacey, la sua migliore amica d’infanzia, con la quale condivise un monolocale al 666 di North Van Ness Avenue dopo essere stato sfrattato. La loro convivenza divenne presto una sorta di microcosmo queer, popolato da artisti, attori e personaggi eccentrici della scena gay locale.
In quegli anni, Sandford frequentava regolarmente club come lo Studio One e il Circus Disco, luoghi simbolo della nightlife queer di Los Angeles. Ma la sua vita non era fatta solo di feste: Rick si avvicinò al mondo dell’attivismo LGBTQ+, partecipando a marce e iniziative in favore dei diritti civili.
Dall’erotismo alla scrittura: la maturità artistica
Negli anni ’80, Sandford intraprese una nuova fase della sua carriera come assistente alla ricerca per documentari di rilievo. Collaborò con Ronald Haver a 50 Golden Years of Oscar: the Official History of the Academy of Motion Picture Arts & Sciences e a David O. Selznick’s Hollywood. Nel 1990 lavorò a Hollywood Mavericks, un documentario che celebrava i registi ribelli di Hollywood.
Parallelamente, iniziò a scrivere racconti, esplorando temi come l’amore non corrisposto, l’identità sessuale e il senso di alienazione. Le sue opere, tra cui Forster & Rosenthal Reevaluated e Purim, rappresentano un esempio significativo di letteratura queer degli anni ’90.
Rick Sandford morì di AIDS nel 1995, lasciando dietro di sé un’eredità culturale che continua a essere celebrata nel mondo della cultura underground e queer.