The Rocky Horror Picture Show non è solo un film musicale, ma un fenomeno culturale che ha ridefinito i confini tra cinema, teatro e performance interattiva. È una celebrazione della diversità, un inno alla libertà sessuale e di espressione, e un punto di riferimento per la cultura queer. Dalla sua uscita nel 1975, il film ha attraversato generazioni, mantenendo vivo un entusiasmo collettivo che ancora oggi anima le proiezioni di mezzanotte, dove il pubblico partecipa attivamente, trasformando ogni visione in una festa di liberazione e autoaffermazione.
La genesi di The Rocky Horror Picture Show affonda le radici nella vivace scena teatrale londinese degli anni ’70. Richard O'Brien, un attore e autore allora poco conosciuto, iniziò a scrivere The Rocky Horror Show ispirandosi ai film di fantascienza e horror di serie B che guardava da bambino. Cresciuto con le pellicole di Ed Wood, i vecchi film della Universal su Dracula e Frankenstein, e i primi horror in technicolor, O'Brien decise di mescolare questi riferimenti con l’energia del glam rock che stava conquistando la Gran Bretagna, grazie a artisti come David Bowie, Marc Bolan e i Roxy Music.
Il risultato fu un musical innovativo che debuttò nel 1973 al Royal Court Theatre Upstairs, una piccola sala da 60 posti. Quello che era iniziato come uno spettacolo di nicchia divenne rapidamente un successo grazie al passaparola. In pochi mesi, lo spettacolo si trasferì al Chelsea Classic Cinema e poi in spazi teatrali più grandi del West End. La critica lo definì “irriverente, scioccante e geniale”, mentre il pubblico rimaneva affascinato dalla stravaganza e dalla musica travolgente.
Lou Adler, produttore discografico e cinematografico americano, assistette a una delle prime repliche dello spettacolo e vide immediatamente il potenziale di un adattamento cinematografico. Adler acquistò i diritti, e insieme a Michael White, avviò la produzione per trasformarlo in un film destinato a conquistare il pubblico di tutto il mondo.
La trasposizione da teatro a cinema non fu priva di sfide. Jim Sharman, che aveva diretto la versione teatrale, venne confermato come regista del film, portando con sé gran parte del cast originale. Questo permise di mantenere intatta l’essenza dello spettacolo, anche se il passaggio sul grande schermo richiese alcune modifiche alla sceneggiatura per adattarla a un formato più cinematografico.
Tim Curry, che aveva interpretato Frank-N-Furter sin dalle prime rappresentazioni teatrali, fu una scelta obbligata per il ruolo del protagonista. Il carisma di Curry, la sua voce potente e la capacità di interpretare Frank con una perfetta combinazione di seduzione e follia, contribuirono a definire l’identità del personaggio e a rendere la sua performance immortale.
Le riprese si svolsero in soli sei settimane, con un budget limitato che si riflette nelle scenografie volutamente kitsch e nell’uso di effetti speciali rudimentali, ma questo approccio si rivelò uno dei punti di forza del film. L’atmosfera volutamente artigianale, ispirata ai B-movie, contribuì a creare il tono parodico e surreale che caratterizza il film.
La trama di The Rocky Horror Picture Show si muove tra generi, mescolando horror, fantascienza, musical e burlesque in una narrazione che sfida le convenzioni tradizionali. Brad e Janet, una coppia di giovani fidanzati puritani, si ritrovano bloccati durante una tempesta e cercano rifugio in un castello gotico. Qui vengono accolti da una serie di personaggi bizzarri e inquietanti: Riff Raff, il servitore gobbo, Magenta, la sua misteriosa sorella, e Columbia, una groupie eccentrica.
Al centro del castello si trova Frank-N-Furter, uno scienziato alieno proveniente dal pianeta Transsexual, nella galassia di Transylvania. Frank sta per completare la sua ultima creazione: Rocky, un uomo perfetto concepito per soddisfare i suoi desideri carnali. Mentre la notte avanza, Brad e Janet vengono lentamente sedotti da questo mondo di eccessi, sperimentando un risveglio sessuale che cambia per sempre le loro vite.
La storia si conclude in modo tragico e teatrale, con Frank-N-Furter assassinato da Riff Raff e Magenta, che decidono di porre fine alle follie del castello. Brad e Janet, sconvolti e disillusi, fuggono tra le rovine del laboratorio, lasciando lo spettatore con una riflessione ambigua sulla sessualità, la libertà e l’alienazione.
Le canzoni di The Rocky Horror Picture Show sono uno degli elementi che hanno garantito il successo duraturo del film. Brani come “Time Warp”, “Sweet Transvestite”, “Touch-a, Touch-a, Touch Me” e “Science Fiction/Double Feature” sono entrati nell’immaginario collettivo, diventando inni per la comunità LGBTQ+ e per chiunque celebri la libertà di essere se stessi.
La colonna sonora attinge a una varietà di generi, dal rock 'n' roll classico al glam, passando per il cabaret e il pop, riflettendo la natura ibrida del film. Ogni brano racconta una parte della storia e contribuisce a costruire l’atmosfera decadente e sensuale che permea l’intera pellicola.
Quando uscì nei cinema nel 1975, The Rocky Horror Picture Show fu un flop. La critica non sapeva come inquadrarlo, e il pubblico mainstream non fu pronto per il suo mix di sessualità esplicita, travestimenti e humor grottesco. Tuttavia, il film trovò nuova vita grazie alle proiezioni di mezzanotte, dove gli spettatori iniziarono a interagire con la pellicola.
Le proiezioni divennero eventi teatrali a sé stanti: il pubblico lanciava riso durante i matrimoni, si travestiva come i personaggi, e ballava il Time Warp nei corridoi del cinema. Questo fenomeno continua ancora oggi, con proiezioni regolari in tutto il mondo, rendendo The Rocky Horror Picture Show il film con la più lunga distribuzione cinematografica continua nella storia.
Oltre ad aver influenzato generazioni di artisti, The Rocky Horror Picture Show ha giocato un ruolo cruciale nella visibilità e nella rappresentazione della comunità LGBTQ+. Frank-N-Furter è diventato un'icona queer, e il film ha contribuito a ridefinire i confini di genere, incoraggiando il pubblico ad abbracciare la propria identità senza vergogna.
Ancora oggi, The Rocky Horror Picture Show è celebrato come una delle opere più rivoluzionarie del cinema, un simbolo di resistenza, creatività e libertà sessuale che continua a ispirare milioni di persone in tutto il mondo.
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