Dopo aver trascorso l’adolescenza a Columbus, Ohio, dove completò gli studi superiori, Tim decise di trasferirsi a Fort Lauderdale, in Florida, allora un centro emergente per la cultura gay e la produzione fotografica erotica. Fu qui che iniziò a posare per Target Studios, celebre per i suoi scatti patinati e virilisti. Questo fu il trampolino di lancio per la sua carriera nel cinema per adulti: la sua fisicità possente, l’aspetto da “ragazzo della porta accanto” ma con un sottotesto provocatorio, lo resero immediatamente appetibile per i produttori californiani, in particolare per la leggendaria Falcon Studios, con base a San Francisco. La Falcon era nota per aver costruito un vero e proprio immaginario erotico collettivo, e Tim Kramer vi entrò di diritto, divenendone un volto simbolo.
Negli anni tra il 1981 e il 1986, Tim recitò in diversi film oggi considerati cult, tra cui Style, Giants II, Tony’s Initiation, Sun Stroke e soprattutto Gayracula (1983), una pellicola che mescolava erotismo e parodia horror in modo volutamente kitsch. Il suo stile di recitazione, per quanto legato alle convenzioni del genere, esprimeva una sorprendente intensità, fatta di sguardi, sospiri, tensioni corporee e posture studiate, ma mai fredde. Kramer non fu solo un bel corpo, ma un interprete capace di suggerire una narrazione erotica più complessa, carica di ambiguità e desiderio. Era l'epoca pre-AIDS, ma già attraversata da una crescente inquietudine: Tim rappresentava, per molti spettatori, la seduzione del rischio, del corpo maschile in piena fioritura, ancora ignaro del disastro sanitario che stava per abbattersi sulla comunità gay.
A metà degli anni ’80, stanco di essere visto solo come un corpo da consumare, e mosso da un certo spirito imprenditoriale, Tim si reinventò: fondò a Hollywood un servizio di escort che gli garantì un reddito ben più consistente rispetto al lavoro da attore. In un’intervista del 1988 concessa a The Advocate, dichiarò senza remore che il guadagno nel mondo del sex work diretto superava di gran lunga quello della pornografia filmata. Parallelamente, provò a investire in una piccola azienda che si occupava di pannelli solari—una scelta insolita, quasi visionaria, per l’epoca. Sempre più interessato al benessere del corpo e dello spirito, aprì anche un negozio di alimenti naturali a West Hollywood, cercando di costruirsi un futuro lontano dai riflettori dell’industria del porno, ma senza mai rinnegarla.
Fu proprio in quel periodo che Tim ricevette la diagnosi di sieropositività, un evento che cambiò profondamente la sua prospettiva. In un’epoca in cui l’HIV era ancora una condanna senza appello, lui scelse di esporsi pubblicamente, diventando una voce consapevole e coraggiosa nel promuovere il sesso sicuro tra uomini. Rifiutò di continuare a girare scene pornografiche che includessero pratiche a rischio, affermando che sarebbe stato ipocrita, dato il suo nuovo impegno nella sensibilizzazione. Nonostante le sue precarie condizioni di salute, continuò a lavorare nel suo negozio e a partecipare a incontri e conversazioni sulla prevenzione e il supporto per le persone affette da HIV e AIDS.
Tim Kramer morì il 16 aprile 1992 a Columbus, Ohio, la città dove aveva passato la sua adolescenza. Aveva soltanto 34 anni. Il suo corpo fu sepolto nel cimitero della Chestnut Grove Baptist Church, nella contea di Cabell, West Virginia, tornando così, simbolicamente, alle radici da cui era partito. La sua morte, come quella di tanti altri artisti e interpreti dell’epoca, segna una ferita profonda nella memoria collettiva della comunità LGBTQ+ americana. Ma il suo ricordo sopravvive, non solo per le sue apparizioni cinematografiche, oggi conservate e studiate come documenti di un’epoca, ma anche per il coraggio con cui scelse di non nascondersi, di parlare, di proteggere e di cambiare il senso stesso del desiderio in un momento di grande vulnerabilità storica. Tim Kramer è stato, nel bene e nel male, un corpo desiderato, un volto impresso in migliaia di pellicole e copertine, ma anche un uomo che ha saputo trasformare la propria immagine in responsabilità.
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