lunedì 2 marzo 2026

Non accade nulla di straordinario

Non accade nulla di straordinario,
il cielo resta fermo, privo di fuoco,
la terra non risponde al nostro passo,
come se il mondo avesse smesso di girare.
Non scende nessun segno, nessun angelo,
solo un silenzio che assorbe ogni attesa,
un attimo di vuoto che s’allunga
come l’ombra di un albero senza frutti.

Ma intanto, nel profondo dell’oscurità,
un vagito rompe la quiete del nulla,
un pianto che non ha ancora nome,
che non conosce il peso della vita.
Ogni nascita è il dolore che comincia,
una spinta cieca da ciò che era prima,
un’esplulsione senza memoria,
un salto nel vuoto senza garanzie.

Piange la luce chi nasce,
come se fosse troppo grande e crudele,
un’illuminazione che brucia la pelle,
un sussulto d’esistenza che spezza il fiato.
Ma da quel pianto si crea un desiderio,
una fame di eternità che sfugge e scappa,
un sogno che resta nell’aria, nell’ombra,
mentre il corpo reclama un inizio diverso.

Bramo anch’io ciò che non ho, ciò che manca,
come il sole che sfiora l’orizzonte lontano,
come la luna che sfugge al mio sguardo,
un mondo che non si lascia afferrare.
Vorrei il volo, il respiro dell’alto,
il fruscio dell’aria che mi solleva,
e la paura della discesa improvvisa,
la vertigine che mi strappa al suolo.

Eppure il tempo è una lama che affetta,
non ha ali per sollevarci da terra,
solo le sue mani invisibili e dure
che ci segnano senza far rumore.
Ogni attimo scivola via, come sabbia,
ogni giorno ci strappa un po’ di speranza,
ogni secondo un po’ di giovinezza,
ogni ora ci sfida a non cadere.

La cera scivola, si fonde in un respiro,
mentre la fiamma vacilla, si piega,
un’eco di luce che s’infrange al buio,
come il battito di un cuore che smette.
La notte arriva senza fretta,
un’oscurità che avvolge e tace,
e nel suo grembo spariscono i sogni,
ogni speranza che non trova un nome.

Il cuscino soffoca il respiro del tempo,
seppellisce il riso che non è mai nato,
mentre il corpo si piega e diventa peso,
diventa memoria di ciò che non è stato.
In quella morte che non arriva mai,
muore il miracolo che non è accaduto,
muore la luce che non ha mai brillato,
muore l’ombra che non ha trovato forma.

Nel buio più profondo, senza ritorno,
muore ciò che non è mai stato:
un desiderio che non è mai stato sogno,
un passo che non ha mai lasciato traccia,
un amore che non ha mai avuto inizio,
una vita che non ha mai avuto fine.

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