"La sessualità degli italiani. Politiche, consumi e culture dal 1945 ad oggi" di Fiammetta Balestracci (Carocci, 2020) è un saggio che esplora l'evoluzione della sessualità in Italia, intrecciando cambiamenti culturali, politici e sociali dagli anni del dopoguerra fino ai giorni nostri. Il libro affronta temi come la liberalizzazione sessuale, il ruolo della Chiesa, le lotte per i diritti civili e le trasformazioni nei consumi culturali legati alla sessualità (dalla pornografia al cinema erotico, passando per i media).
Balestracci analizza come la sessualità sia diventata un campo di battaglia simbolico, attraversando le fasi di censura e repressione fino all’emancipazione e alla visibilità delle comunità LGBTQ+. Si parla di come la famiglia tradizionale sia stata messa in discussione e di come nuove forme di relazione e identità abbiano trovato spazio nel discorso pubblico.
Il testo offre anche uno sguardo su come la politica abbia influenzato e, a volte, cavalcato i cambiamenti nei costumi sessuali, dal divorzio alla legalizzazione dell’aborto, fino alle unioni civili. È un viaggio che racconta non solo la storia del costume italiano, ma anche come l’Italia sia passata da una nazione fortemente influenzata dal moralismo cattolico a un paese più aperto, pur con le sue contraddizioni.
Insomma, è il libro perfetto per capire perché in Italia ci vogliono decenni per approvare una legge sui diritti civili, ma bastano cinque minuti per trasformare un sex tape in un caso nazionale.
La ricerca di Fiammetta Balestracci si distingue per un approccio multidisciplinare, che combina la storia sociale, la sociologia, la politica e l'antropologia, permettendo così di tracciare un quadro complesso e sfaccettato della sessualità in Italia. Oltre agli eventi storici e alle evoluzioni politiche, l’autrice si concentra anche su come le rappresentazioni mediatiche e culturali della sessualità abbiano plasmato la percezione collettiva. L'influenza della televisione, del cinema e della stampa, che hanno spesso trattato la sessualità in modo sensazionalistico o moralista, viene analizzata in modo critico, mostrando come questi strumenti abbiano contribuito a costruire una narrazione dominante che, pur essendo cambiata nel tempo, non ha mai completamente abolito i tabù.
La dimensione storica del libro è particolarmente interessante, poiché consente di vedere i legami tra i grandi eventi storici (come il boom economico, il 1968, la rivoluzione femminista, la crisi degli anni '80 e '90) e le trasformazioni nei comportamenti sessuali e nei consumi. Balestracci racconta di come, durante il boom economico, la sessualità cominciò a diventare meno legata alla riproduzione e più al piacere e al consumo, e come, di pari passo, l'industria della pornografia ha avuto un'esplosione in termini di produzione e diffusione.
Un altro aspetto interessante del libro è l'analisi delle disuguaglianze di genere, dove la sessualità diventa anche un campo di lotta per i diritti delle donne e la parità sessuale. La "liberazione sessuale" non è stata per tutti uguale, e il libro indaga come le donne, e in particolare le donne lesbiche e bisessuali, abbiano vissuto e vissuto la sessualità in un contesto in cui le norme patriarcali erano ancora forti e pervasive.
Il capitolo dedicato alla politica è una delle sezioni più stimolanti del libro, in quanto offre una lettura inedita delle questioni legate alla sessualità come strategia politica. Dall’opposizione alle leggi sul divorzio e sull'aborto negli anni '70, fino alla battaglia per la legge sulle unioni civili e le battaglie contro la discriminazione LGBTQ+ negli anni recenti, il libro evidenzia come la sessualità sia stata al centro dei dibattiti politici, spesso strumentalizzata per raccogliere consensi o alimentare divisioni.
Infine, l’opera non trascura il ruolo della globalizzazione e dell'influenza internazionale sulla sessualità degli italiani. La diffusione della cultura popolare globale, dal cinema hollywoodiano alla musica, ha contribuito ad ampliare e modificare le pratiche sessuali, così come la visibilità delle questioni LGBTQ+ è cresciuta grazie alle lotte internazionali per i diritti umani.
In sintesi, La sessualità degli italiani di Fiammetta Balestracci non solo offre una cronaca storica delle trasformazioni sessuali, ma invita a riflettere su come la sessualità sia sempre stata, e continui a essere, uno specchio delle tensioni e delle contraddizioni della società italiana. Un saggio che, seppur con un linguaggio rigoroso, stimola una riflessione profonda sulla libertà, sul controllo, sulle norme e sui desideri in una delle società più complesse e stratificate d'Europa.
Un ulteriore elemento di valore del lavoro di Balestracci è l’approfondimento delle resistenze culturali e politiche che hanno ostacolato il progresso in tema di diritti sessuali. La Chiesa cattolica, come è ben documentato nel libro, ha avuto un ruolo fondamentale nel mantenere la sessualità confinata all'interno di una moralità tradizionale, promuovendo l’idea che il sesso dovesse essere destinato esclusivamente alla procreazione e all’interno del matrimonio. In questo contesto, la contraccezione, l’aborto e la sessualità al di fuori del matrimonio sono stati oggetto di forti scontri. Ma la Chiesa, pur mantenendo una grande influenza, ha visto la sua posizione progressivamente indebolirsi, soprattutto negli anni '70 e '80, quando il movimento femminista e le istanze di libertà sessuale hanno guadagnato terreno, mettendo in discussione l’autorità religiosa.
La dimensione economica, invece, ci offre un altro spunto interessante di analisi. Il consumismo e la mercificazione del corpo umano, in particolare della sessualità, sono diventati tratti distintivi della cultura italiana dal dopoguerra in poi. Il libro esplora come la pubblicità e la moda abbiano contribuito a costruire ideali estetici e sessuali, utilizzando il corpo come merce. La mercificazione della sessualità è arrivata a un punto tale che oggi la vendita di corpi e immagini sessualizzate, attraverso i social media o le industrie della pornografia e del divertimento, è un fenomeno diffuso e normato. Il consumismo, dunque, non è solo un aspetto economico, ma anche un modo in cui la sessualità viene “scoperta”, vissuta e, talvolta, sfruttata.
Un altro passaggio fondamentale riguarda l'analisi delle pratiche sessuali alternative. La visibilità delle comunità LGBTQ+ è il risultato di decenni di lotte sociali e politiche, ma il libro ci ricorda che questa visibilità non è sempre stata accompagnata da accettazione. La discriminazione, l’omofobia e la transfobia sono elementi che segnano ancora la realtà italiana, nonostante i progressi legislativi e le conquiste sociali. La storia delle persone LGBTQ+ è, infatti, una storia di resistenza, ma anche di continua negoziazione di identità. La sessualità diventa, dunque, anche un atto di autodefinizione e di rivendicazione di spazio nella società, spesso in conflitto con una moralità dominante.
Nel trattare le trasformazioni della famiglia e delle relazioni affettive, Balestracci fa notare come le nuove forme di relazione, che sfidano il modello eterosessuale tradizionale e la famiglia nucleare, siano state oggetto di critica, ma anche di grande sperimentazione. Le unioni civili, seppur finalmente legalizzate, sono state precedute da decenni di dibattito, seguiti da divisioni politiche e sociali. L’approvazione delle unioni civili in Italia, che ha rappresentato una pietra miliare per la comunità LGBTQ+, è, secondo Balestracci, simbolo del cambiamento delle dinamiche culturali e politiche, ma anche di un paese che, pur cambiando, non ha mai smesso di interrogarsi sulle proprie contraddizioni.
Infine, il libro si sofferma sul rapporto tra le giovani generazioni e la sessualità. Con l'avvento delle tecnologie digitali e dei social media, le nuove modalità di fruizione e di espressione della sessualità hanno preso piede. Questo ha portato da un lato a una maggiore libertà e a una democratizzazione dell'accesso all'informazione sessuale, ma dall’altro ha anche creato nuove problematiche, come la sessualizzazione precoce dei giovani, la diffusione di immagini intime non consensuali, e il fenomeno delle nuove "storie sessuali" che spesso si sovrappongono a identità costruite e identità performative.
In conclusione, La sessualità degli italiani è un libro che va oltre la mera cronaca storica e si propone come uno strumento di analisi critica delle trasformazioni sociali e culturali italiane. La sessualità diventa il filo conduttore attraverso cui leggere il cambiamento delle normative, delle percezioni e delle lotte politiche in Italia. Un testo che, nonostante le sue radici storiche e sociologiche, invita anche a una riflessione contemporanea sulla continua evoluzione dei comportamenti sessuali e sulla necessità di una continua rivendicazione dei diritti e della libertà di vivere la propria sessualità.
Nessun commento:
Posta un commento