Introduzione: una crocifissione fuori dal tempo
Nel vasto e bizzarro universo artistico di Salvador Dalí, il Crocefisso di San Giovanni della Croce occupa un posto singolare. Dipinto nel 1951, oggi conservato alla Kelvingrove Art Gallery di Glasgow, questo quadro rappresenta un punto di svolta nella carriera dell’artista, segnando il suo passaggio da un surrealismo sregolato a una fase di profonda ricerca spirituale e scientifica.
Dalí, noto per i suoi orologi molli e le sue visioni oniriche, si era avvicinato negli anni ’40 a una nuova corrente di pensiero, da lui stesso definita "misticismo nucleare", in cui tentava di conciliare la religione cattolica con le più recenti scoperte della fisica quantistica. Nel Crocefisso di San Giovanni della Croce, questa tensione tra fede e scienza si esprime in una visione della crocifissione che sfida la tradizione iconografica occidentale, trasformandosi in un’esperienza visiva di inaudita potenza.
Cristo non è rappresentato frontalmente, né visto lateralmente come nelle innumerevoli crocifissioni della storia dell’arte, ma dall’alto, con una prospettiva vertiginosa che lo fa apparire sospeso tra cielo e terra. Questa composizione deriva direttamente da un piccolo disegno attribuito a San Giovanni della Croce, il mistico carmelitano spagnolo del XVI secolo, la cui visione estatica ispirò Dalí a creare un’opera che fosse più di un semplice dipinto: un viaggio mistico, una rivelazione visiva.
Dalí stesso dichiarò che questa era la sua opera più perfetta, il risultato di anni di studio e di riflessione. Ma cosa rende questo dipinto così straordinario? Qual è il significato della sua prospettiva divina, del paesaggio marino sottostante, della totale assenza di sofferenza nel corpo di Cristo?
1. Dalí tra Surrealismo e Misticismo Nucleare
Per comprendere il Crocefisso di San Giovanni della Croce, è necessario contestualizzarlo all’interno dell’evoluzione artistica e intellettuale di Salvador Dalí.
Negli anni ’30 e ’40, Dalí era stato uno dei protagonisti del Surrealismo, un movimento che, ispirandosi alle teorie di Freud, esplorava il subconscio e il mondo dei sogni attraverso immagini inquietanti e illogiche. Il Dalí surrealista è quello delle figure molli, degli oggetti antropomorfi, dei paesaggi desertici in cui il tempo sembra essersi fermato.
Ma con la fine della Seconda guerra mondiale, qualcosa cambia. L’esplosione delle bombe atomiche su Hiroshima e Nagasaki nel 1945 colpisce profondamente l’artista, che vede nell’energia nucleare la prova tangibile che la realtà è composta da particelle invisibili, governate da leggi misteriose.
Dalí inizia a interessarsi alla fisica quantistica, alla matematica e alla teoria della relatività, cercando di integrare questi concetti nella sua arte. Allo stesso tempo, riscopre il cattolicesimo e si convince che la scienza e la religione non siano in contrasto, ma due facce della stessa medaglia. Questa nuova visione del mondo, che lui stesso definirà "misticismo nucleare", influenzerà profondamente la sua produzione artistica degli anni ’50.
Il Crocefisso di San Giovanni della Croce è uno dei primi esempi di questa fase. Cristo non è più solo un uomo crocifisso: è una figura che trascende il tempo e lo spazio, un’entità luminosa sospesa in un universo in cui le leggi della fisica e dello spirito si fondono in un’unica realtà.
2. L’Ispirazione Mistica: San Giovanni della Croce e la Visione Divina
Il punto di partenza per la creazione di questa crocifissione è un disegno attribuito a San Giovanni della Croce, il mistico spagnolo vissuto nel XVI secolo.
San Giovanni della Croce, poeta e teologo carmelitano, aveva avuto una visione estatica di Cristo crocifisso visto dall’alto, una prospettiva inedita che nessun artista aveva mai osato rappresentare prima. Questo piccolo disegno, conservato nel monastero dell’Incarnazione a Segovia, mostra una croce inclinata e un Cristo quasi sospeso nello spazio, privo di un contesto narrativo preciso.
Dalí, affascinato da questa immagine, decide di trasformarla in un dipinto monumentale, ma con una modifica essenziale: la luce.
Mentre nella tradizione cristiana la crocifissione è spesso rappresentata come un momento di sofferenza estrema, con Cristo sanguinante e piegato dal dolore, nel dipinto di Dalí il corpo di Gesù è privo di ferite evidenti, di sangue, di segni di tortura. Il suo Cristo non soffre, ma sembra levitare, immerso in una luce dorata e celestiale.
Questa rappresentazione è un chiaro riferimento alla trasfigurazione, un concetto centrale nella mistica cristiana, secondo cui il corpo umano può essere trasformato dalla luce divina. Il Cristo di Dalí non è più un uomo morente, ma un essere divino in procinto di ascendere al cielo.
3. Il Realismo Anatomico e l’influenza del Rinascimento
Nonostante la sua ispirazione mistica, il Crocefisso di San Giovanni della Croce è anche un’opera profondamente legata alla tradizione artistica rinascimentale.
Dalí, ammiratore di Leonardo da Vinci, Raffaello e Michelangelo, si dedica con estrema cura alla resa anatomica di Cristo, studiando i corpi scultorei del Rinascimento per ottenere una figura perfetta, quasi divina.
Il corpo di Cristo nel dipinto è atletico, muscoloso, privo di imperfezioni: non un uomo sofferente, ma un'icona di bellezza e armonia. Questa scelta riflette la volontà di Dalí di creare un’opera che, pur essendo rivoluzionaria nella composizione, rimanesse ancorata alla tradizione della grande pittura europea.
4. Il laesaggio di Portlligat: il legame con la realtà
Un elemento che spesso passa inosservato in questo dipinto è il paesaggio marino che si trova sotto la croce.
Dalí sceglie di rappresentare la baia di Portlligat, il piccolo villaggio di pescatori dove visse per gran parte della sua vita. Questo paesaggio, con la sua acqua calma e la piccola barca, crea un contrasto sorprendente con la sacralità della scena superiore.
Ma perché inserire un paesaggio così realistico in un’opera mistica?
- Il mare rappresenta l’infinito e la spiritualità, una costante nella simbologia cristiana.
- La barca potrebbe essere un’allusione alla Chiesa, spesso raffigurata come una nave che guida le anime attraverso la tempesta della vita.
- L’orizzonte perfetto e l’acqua immobile suggeriscono un senso di pace e di eternità.
Conclusione: un’opera tra scienza e fede
Il Crocefisso di San Giovanni della Croce è un’opera che sfida le categorie tradizionali: mistica e scientifica, classica e moderna, visionaria e iperrealistica.
Dalí, con la sua genialità provocatoria, ci offre non solo una nuova immagine di Cristo, ma un’interpretazione universale della trascendenza, in cui l’arte diventa il ponte tra il divino e l’umano, tra la scienza e la fede, tra il visibile e l’invisibile.