1.
Maniglia scura,
sorride alla morte.
Luce lontana.
2.
Il verbo tace,
sapienza che brucia
nel buio folle.
3.
Zona d'incubo,
marchiata da chi sogna
senza ritorno.
4.
Resta la chiave,
la morte ci insegna
un passo ancora.
5.
Sapienza d'oro,
verbo che si spezza
nel vento muto.
6.
Incubo eterno,
la maniglia sospira
una preghiera.
7.
Mania del dire,
sapienza che si perde
tra due silenzi.
8.
L'ombra rimane,
l'incubo marchiato
ride di noi.
9.
Sogni di carta,
sapienza che si piega
alla corrente.
10.
Un'altra porta,
la maniglia che mente
al nostro tocco.
11.
Morte che danza,
la maniglia d'argento
sorride ancora.
12.
Sapienza arcana,
il verbo che seduce
nel buio cieco.
13.
Zona nascosta,
l'incubo ci sussurra
la sua vendetta.
14.
Luce che cade,
la maniglia rimane
fredda al tocco.
15.
Verbo che tace,
sapienza che si spezza
nel cuore buio.
16.
Incubo folle,
la zona del marchiato
risuona vuota.
17.
Maniglia chiusa,
la morte non concede
porte segrete.
18.
Sapienza vana,
il verbo si consuma
come rugiada.
19.
Zona marchiata,
l'incubo si riflette
in uno specchio.
20.
L'eco lontano,
sapienza che si perde
nel vento cieco.
21.
Maniglia d'ombra,
la morte che ci osserva
oltre il confine.
22.
Verbo di ghiaccio,
sapienza che si scioglie
sotto le stelle.
23.
Incubo greve,
zona che ci sussurra
il nostro nome.
24.
Resta la porta,
la maniglia di ferro
che non si spezza.
25.
Sapienza antica,
il verbo si nasconde
nel cuore oscuro.
26.
Zona segreta,
marchiata dall’incubo
che non perdona.
27.
Morte che attende,
maniglia come soglia
del nostro tempo.
28.
Sapienza fragile,
verbo che si disperde
nel vuoto vivo.
29.
Zona d’incubi,
marchiata dalla fiamma
di chi tradisce.
30.
Maniglia aperta,
la morte ci sorride
dietro la porta.
31.
Sapienza oscura,
verbo che si dissolve
tra mille note.
32.
Zona d’oblio,
marchiata da chi torna
con le sue spine.
33.
La chiave stanca,
la maniglia risponde
con un silenzio.
34.
Verbo che brucia,
sapienza che risplende
nell’oscurità.
35.
Zona di vetro,
l’incubo si frantuma
nel nostro cuore.
36.
Morte che ride,
maniglia che trattiene
l’ultimo gesto.
37.
Sapienza vana,
il verbo si disperde
nel vento fragile.
38.
Zona marchiata,
l’incubo si riflette
nei nostri sogni.
39.
Maniglia fredda,
la morte ci consola
con un sospiro.
40.
Sapienza spenta,
il verbo si dissolve
come la nebbia.
41.
Zona di luce,
marchiata dall’incubo
di chi resiste.
42.
Chiave spezzata,
la maniglia sussurra
un canto muto.
43.
Sapienza d’aria,
il verbo ci seduce
con le sue spire.
44.
Zona di ombre,
l’incubo si dissolve
nel primo raggio.
45.
Maniglia chiusa,
la morte ci sorride
oltre il confine.
46.
Sapienza nera,
il verbo che scompare
sotto la pioggia.
47.
Zona deserta,
marchiata dalla polvere
del tempo muto.
48.
Maniglia d’oro,
la morte non risponde
alla mia mano.
49.
Sapienza vuota,
il verbo si riflette
nel cuore stanco.
50.
Zona infinita,
l’incubo ci trattiene
con le sue mani.
I temi degli haiku sono:
1. Morte e transizione
La "maniglia della morte" diventa simbolo di soglie, confini e passaggi tra vita e ignoto, evocando un senso di attesa e inevitabilità.
2. Sapienza e vanità del sapere
La "mania del verbo di sapienza" suggerisce una riflessione sull'ambiguità del sapere: una luce che guida, ma che può anche illudere e consumarsi.
3. Incubo e inquietudine
La "zona d'incubo" rappresenta uno spazio liminale, il luogo oscuro in cui il terrore incontra il simbolico, alimentando un senso di oppressione o mistero.
4. Confini e soglie
La maniglia diventa un oggetto simbolico che segna il confine tra mondi (vita e morte, luce e oscurità, sogno e realtà).
5. Fugacità e dissoluzione
Molti haiku esplorano il tema della fragilità delle cose: sapienza che si spezza, verbi che si disperdono, zone che si dissolvono.
6. Ciclicità e inevitabilità
L'immagine della maniglia suggerisce un ritorno ciclico, un’apertura e chiusura che richiama il moto perpetuo della vita e della morte.
7. Ambiguità e tensione
Nei versi emergono contrasti irrisolti: luce e buio, sapere e vanità, presenza e assenza, rendendo gli haiku sfumati e carichi di tensione emotiva.
8. Riflessione interiore
La morte e l'incubo non sono solo eventi esterni ma metafore di stati interiori, invitando a una meditazione sul sé e sui propri limiti.
Questi temi intrecciano suggestioni esistenziali e metafisiche, con un forte richiamo alla precarietà e al mistero della condizione umana.