martedì 6 gennaio 2026

The Sexual Adventures of Sherlock Holmes


1854 – Un detective inglese che risolve casi e cuori.
Ah, ma che sorpresa! Sherlock Holmes, il nostro amato detective con la pipa sempre in bocca e il naso aquilino come una macchina da guerra, proprio lui! Ma perché parlarne ora? Perché se pensi che sia solo un investigatore geniale e un po' eccentrico, beh, mi sa che ti stai perdendo una piccola chicca. Il caro Sherlock – che, tra l’altro, Doyle aveva quasi chiamato Sherinford (e chi lo sa, forse sarebbe stato meno affascinante, ma più divertente) – era gay. Lo so, lo so, ti stai facendo una faccia strana, ma resta con me: la storia è un po' più piccante di quanto pensi!

Dunque, facciamo un passo indietro. Holmes, nel suo stile di investigatore sopra le righe, era anche il primo consulente investigativo nella storia, una figura che, in realtà, ci fa capire quanto fosse avanti rispetto ai suoi tempi. Lo Sherlock che vediamo indagare su omicidi e misteri avrebbe dovuto concentrarsi su una faccenda più urgente: trovare qualcuno con cui dividere l'appartamento al 221B di Baker Street. Ma, attenzione, non c'erano annunci sui social media di allora, né un Grindr per detective, quindi come lo ha trovato il suo compagno di stanza? La risposta è semplice: un amico ha fatto l'introduzione – un po' come quando il tuo amico ti presenta qualcuno di “interessante”, solo che qui si parla di un dottore, John Watson, e di una relazione che avrebbe fatto impallidire qualsiasi coppia contemporanea.

Arriviamo al momento clou. I due si incontrano, si scambiano qualche battuta e, senza perdere tempo, si rivelano i loro segreti più oscuri. Sherlock, con il suo sorriso enigmatico, confessa il suo vizio per la cocaina, ma in realtà si preoccupa di più della sua pipa puzzolente. Watson, da parte sua, ha l’abitudine un po’ inquietante di alzarsi a orari improbabili di notte, ma ammette subito che è solo un piccolo capriccio da "medico introverso". “Ma io ho altri vizi,” dice Watson, come a suggerire che quella notte non sarebbe stata solo una condivisione di un appartamento. E beh, il resto, lo puoi immaginare.

I due, ovviamente, decidono di andare a vivere insieme, come due amici un po' strambi, che si scambiano risatine maliziose e che, per tutta la vita, si daranno il buon esempio (o il cattivo esempio, a seconda di come la vedi). Sherlock e Watson, la coppia investigativa più hot di tutta la Londra vittoriana. E se non ci credi, è tempo di dare una lettura a Watson Was a Woman, dove Rex Stout (sì, proprio quello di Nero Wolfe!) si diverte a svelare i dettagli piccanti di un rapporto che va ben oltre la semplice convivenza. E non ti direi mai di non leggere questo libro se hai un pizzico di curiosità sulle dinamiche tra i due – perché, spoiler alert, non si tratta proprio di due tipi che si scambiano solo i libri di medicina.

Poi, nel lontano 1971, arrivò il colpo di scena che nemmeno il più grande dei thriller di Conan Doyle avrebbe potuto prevedere: The Sexual Adventures of Sherlock Holmes. Pubblicato da Olympia Press, una casa editrice che aveva sempre un piede nell’erotico e l’altro nell’assurdo, il libro prometteva di essere un presunto ritrovamento di “documenti segreti” di Watson, rivelando le avventure sessuali che non ti saresti mai immaginato potessero accadere tra un detective e il suo medico. E chi lo avrebbe mai detto che Sherlock, con tutta quella aria da “mi tengo tutto dentro”, avesse un lato così smodato e… passionale? La verità è che The Sexual Adventures of Sherlock Holmes è roba che fa impallidire anche le storie più trash di oggi. Il libro si tuffa senza vergogna nei dettagli più... spinti, trasformando il nostro detective da simbolo di rigore vittoriano a un vero e proprio eroe della letteratura hard-core gay. Sì, hai capito bene. Non è solo un po’ di mistero da risolvere: è puro erotismo che, con tutta probabilità, non hai mai visto nei tuoi sogni più selvaggi.

E ora ti lascio con questo: The Sexual Adventures of Sherlock Holmes è proprio quel tipo di lettura che, se ti senti particolarmente audace, dovresti aggiungere alla tua collezione – ti darà più di un motivo per non guardare mai più lo Sherlock Holmes di Basil Rathbone allo stesso modo! Non dire che non ti avevo avvertito.