Il 17 dicembre 2025, nella Sala Biagi di Palazzo Lombardia, ICOM Italia e Regione Lombardia hanno presentato il volume “Acquisizioni museali: etica, pratiche e visioni”, un’opera che affronta un tema apparentemente tecnico, ma che in realtà si colloca al cuore stesso della missione dei musei: l’acquisizione. Non come semplice accumulo di oggetti o opere, ma come scelta culturale, etica e politica, fondamentale per definire l’identità e il futuro delle istituzioni museali.
Il libro, curato da Valeria Arrabito e Ilaria Navarro, si muove tra riflessione teorica e casi concreti, mettendo in luce come ogni decisione di acquisizione sia portatrice di valori, narrative e responsabilità. Secondo gli autori, acquisire significa scegliere chi siamo come istituzione e quale storia intendiamo raccontare. Non è un gesto neutro, né un mero atto amministrativo: ogni opera, ogni collezione, porta con sé la memoria di un tempo, il segno di un contesto sociale e culturale e l’opportunità di dialogare con le comunità.
Il volume si apre con un’analisi del concetto stesso di museo secondo ICOM, che dal 2022 ha adottato la formula “collects” piuttosto che “acquires”, indicando un passaggio semantico e sostanziale: la raccolta diventa attiva, partecipata e relazionale, orientata a creare connessioni tra oggetti, pubblico e comunità. In questo senso, il museo non è più solo custode di un patrimonio, ma attore culturale che interpreta e media valori e conoscenze, costruendo una memoria condivisa.
Il testo dedica poi ampio spazio alla dimensione normativa e amministrativa. In Italia, dove la maggior parte dei musei è pubblica, il patrimonio museale è soggetto a vincolo di demanio culturale e spesso inalienabile. Questo implica che ogni acquisizione debba muoversi in un quadro legale preciso, rispettando strumenti come la prelazione statale, la tutela dei lasciti testamentari e la verifica delle provenienze. La comprensione di queste norme non è un dettaglio burocratico, ma un elemento essenziale per garantire la trasparenza e l’integrità del patrimonio culturale.
Accanto alla cornice normativa, il volume affronta con rigore la dimensione etica delle acquisizioni. Citando il Codice Etico ICOM, gli autori evidenziano come i musei debbano operare con responsabilità, trasparenza e due diligence, evitando l’acquisizione di beni di origine dubbia o coinvolti in traffici illeciti. Ma l’etica non riguarda solo la provenienza: si estende anche ai rapporti con il mercato dell’arte, alla gestione di conflitti di interesse e alla corretta valutazione di donazioni e lasciti, spesso carichi di implicazioni morali e culturali complesse.
Il volume non si limita a riflessioni astratte. Diversi capitoli sono dedicati a casi concreti, in particolare legati al contesto lombardo. Tra gli esempi più significativi, le politiche regionali di acquisizione tra il 1995 e il 2000, mirate a salvare patrimoni significativi e a valorizzarli tramite musei locali, dimostrano come strategie pubbliche e scelte museali possano incontrarsi, con effetti duraturi sulla conservazione e sulla fruizione culturale. Simili esperienze mostrano anche le sfide pratiche: la gestione di collezioni complesse, la documentazione accurata, la necessità di strumenti aggiornati per la catalogazione e la verifica delle provenienze.
La pubblicazione assume anche un valore formativo e riflessivo, perché invita i musei a interrogarsi sul proprio ruolo. La questione dell’acquisizione non riguarda solo ciò che entra fisicamente nei depositi, ma come un museo costruisce la propria identità, educa il pubblico e dialoga con le comunità. Ogni scelta è un segno del museo nei confronti del mondo, un atto di responsabilità che proietta la sua missione nel futuro.
In un’epoca in cui il patrimonio culturale è sempre più soggetto a sfide legate a globalizzazione, mercati internazionali, digitalizzazione e mobilità dei beni, comprendere la centralità etica e culturale delle acquisizioni diventa cruciale. Non si tratta più di accumulare oggetti, ma di costruire un tessuto di significati e relazioni, un archivio vivo della memoria collettiva, capace di parlare alle nuove generazioni.
La presentazione del 17 dicembre a Palazzo Lombardia ha messo in evidenza anche l’importanza di collegare la riflessione teorica alla pratica quotidiana dei musei. L’evento ha celebrato il venticinquesimo anniversario del progetto “Tesori salvati. Acquisizioni della Regione Lombardia 1995–2000”, sottolineando come le acquisizioni non siano mai azioni isolate, ma parte di una strategia culturale, educativa e politica. La distribuzione del volume ai partecipanti ha rappresentato un invito alla riflessione, un gesto simbolico e concreto per stimolare discussioni, confronti e aggiornamenti sulle pratiche museali contemporanee.
In conclusione, “Acquisizioni museali: etica, pratiche e visioni” non è soltanto un manuale tecnico: è un testo che invita a ripensare la funzione stessa dei musei nella società contemporanea. L’acquisizione diventa allora un atto di responsabilità culturale, una scelta che parla di identità, memoria e futuro. Ogni opera scelta, ogni collezione integrata, racconta una storia non solo del passato, ma della comunità che il museo serve oggi e di quella che desidera servire domani.
Il libro offre così una prospettiva ampia e articolata: i musei, attraverso le loro acquisizioni, non custodiscono soltanto oggetti, ma valori, racconti e possibilità di dialogo. In un mondo in rapido cambiamento, questa capacità di leggere il passato, scegliere consapevolmente nel presente e progettare il futuro diventa il vero patrimonio dei musei e, più in generale, della cultura.