sabato 14 febbraio 2026

La Metafisica come esperienza viva: "Metafisica / Metafisiche" a Milano


C’è una qualità della Metafisica che sfugge alle definizioni ristrette e ti resta addosso come un’urgenza: quella tensione tra visibile e invisibile, tra ciò che appare e ciò che tace. È un effetto più che un movimento, un modo di guardare che continua a operare ben oltre l’incunabolo storico. Questo è il senso profondo di "Metafisica / Metafisiche", il grande progetto espositivo a cura di Vincenzo Trione, fino al 21 giugno 2026 trasforma Milano — Piazza Duomo, Brera e i grandi musei cittadini — in una lunga sequenza di stanze mentali e visioni sospese.

Entrare a Palazzo Reale significa abbandonare gli schemi consueti della cronologia e camminare dentro un dialogo che pulsa tra il primo Novecento e il presente. Nelle sale principali, circa quattrocento opere — dipinti, sculture, fotografie, disegni, oggetti di design, illustrazioni, vinili, video, riviste, plastici e modelli architettonici — non celebrano un movimento chiuso nel passato, bensì mostrano come l’impianto concettuale metafisico abbia attraversato e trasformato i linguaggi del XX e XXI secolo.

Giorgio de Chirico, Alberto Savinio, Carlo Carrà, Filippo de Pisis, Giorgio Morandi non sono qui eroi di una stagione finita, ma presenze che rivelano la Metafisica come un nodo di relazioni: la pittura come spazio mentale; la città come scena; l’oggetto come enigma. Queste figure, che nel 1917 — a Ferrara — immaginarono l’arte come una forma di pensiero sospeso, si mostrano in questo grande abbraccio critico non come riferimenti statici, ma come punti di attrito con le immagini contemporanee: dalle sperimentazioni cinematografiche alla fotografia, dal design alla moda, dal graphic novel alla musica.

La mostra non finisce con l’uscita da Palazzo Reale. A Museo del Novecento, "Milano Metafisica" esplora il rapporto tra la città e quel pensiero visivo: un legame di scambi, collaborazioni, incontri tra i protagonisti storici del movimento e il tessuto urbano e artistico milanese. La selezione di disegni, vestiti, materiali d’archivio, fotografie e maquette racconta di una città che non fu semplice palcoscenico, ma spazio vivo di riflessione e invenzione.

Alle Gallerie d’Italia – museo di Intesa Sanpaolo in Piazza Scala la Metafisica si fa ancora più sottile: qui il focus è su Giorgio Morandi, ma attraverso il filtro personale delle fotografie di Gianni Berengo Gardin dedicate al suo atelier a Bologna. Le stanze di Morandi, i vasi, le ombre delle nature morte non sono solo forme, ma variazioni continue di tono, luce e tempo — un’eco perfetta al modo in cui la Metafisica “sente” lo spazio, lo sospende, lo lascia interrogare.

E infine c’è Palazzo Citterio — la Grande Brera — dove l’artista William Kentridge firma un omaggio intenso e inedito a Morandi: un’installazione video e sculture in cartone che non riproducono l’opera, ma la trasformano in esperienza sensoriale, oscillando tra memoria, ritmo e narrazione visiva. Qui l’effetto metafisico non è contemplazione, ma partecipazione: lo sguardo non resta davanti all’opera, ma si immerge dentro di essa.

Il titolo stesso, "Metafisica / Metafisiche", dice moltissimo: non è un singolare da tramandare, ma un plurale da abitare. La mostra non offre un’unica definizione, ma una serie di aperture attraverso cui la Metafisica si incrocia con molteplici forme di pensiero e linguaggi. In un tempo in cui la rapidità sembra sempre chiudere i significati in etichette prevedibili, questa esposizione chiede di rallentare, di lasciare che lo sguardo si apri come una pausa, prima ancora che come una conquista.

L’esperienza di "Metafisica / Metafisiche" somiglia a una camminata dentro un’idea: non c’è una risposta netta, ma una serie di interrogazioni che ti accompagnano fuori dal museo e dentro la città. Ogni tappa — da Palazzo Reale al Museo del Novecento, da Gallerie d’Italia a Palazzo Citterio — è un capitolo, un’eco, una variazione su un tema che continua a essere vivo quando chiudi gli occhi e immagini di nuovo una piazza vuota, un manichino sospeso, un’ombra che non vorresti spiegare.

Fino al 21 giugno 2026 Milano è un grande spazio di visione metafisica; fino al 6 aprile "Metafisica / Metafisiche" alle Gallerie d’Italia e fino al 5 aprile la proposta di William Kentridge a Palazzo Citterio sono occasioni irripetibili per sentire come il passato non sia mai chiuso, ma un continuo presente di cui siamo ancora spettatori e co-creatori.

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