giovedì 22 gennaio 2026

Por los caminos de Sodoma: Memorias íntimas de un homosexual


"Por los caminos de Sodoma: Memorias íntimas de un homosexual", scritto nel 1932 e tradotto come "Sulle strade di Sodoma: confessioni intime di un omosessuale", è una delle opere più audaci e visionarie della letteratura latinoamericana, nonché un contributo pionieristico alla narrativa LGBTQ+. A quasi un secolo dalla sua pubblicazione, questo romanzo continua a risuonare per il suo coraggio, la sua profondità emotiva e la sua capacità di esplorare temi che all’epoca erano considerati indicibili. La trama, che segue il giovane David nel suo viaggio esistenziale, si trasforma in un’allegoria potente della ricerca di autenticità e libertà, in un mondo che condanna tutto ciò che è diverso.

Il protagonista, David, è un adolescente cresciuto in un ambiente familiare opprimente, immerso nella rigidità morale e sociale di una cittadina provinciale colombiana. Il soffocamento emotivo e l’incapacità di conformarsi alle aspettative familiari lo portano a compiere una scelta drastica: fuggire. Ma la sua fuga non è solo una ribellione contro le mura fisiche della casa paterna, bensì un rifiuto delle catene culturali e psicologiche che lo legano a una vita di menzogne e rinunce. David intraprende un viaggio che lo porta ad attraversare città, relazioni e contesti diversi, sempre animato da una profonda sete di amore e comprensione.

Il cuore della narrazione è la ricerca di David di un amore vero, di un compagno che possa accoglierlo e amarlo per ciò che è. Tuttavia, il suo cammino è costellato di delusioni e tradimenti, riflesso delle difficoltà di vivere apertamente come omosessuale in una società che rifiuta e stigmatizza tutto ciò che non si conforma ai suoi standard. La sua storia prende una svolta inaspettata quando incontra un trapezista circense, un uomo bellissimo e carismatico, capace di accendere in lui una passione intensa e travolgente. Questo amore, però, non rappresenta la salvezza che David aveva immaginato. Al contrario, diventa l’inizio di un nuovo tormento: il suo passato, intriso di vergogne e segreti, lo perseguita, portandolo lentamente verso la perdizione. Il romanzo si conclude in modo tragico, con un epilogo che sottolinea l’impossibilità, per David, di conciliare il suo desiderio di amore con le realtà di un mondo ostile.

Dietro questa trama intensa e commovente si nasconde la figura altrettanto straordinaria di Bernardo Arias Trujillo (1903-1938). Nato a Caldas, in Colombia, Arias Trujillo fu uno degli intellettuali più controversi e originali del suo tempo. Cresciuto in un ambiente profondamente conservatore, si ribellò fin da giovane contro le norme sociali e morali imposte dalla società in cui viveva. La sua dichiarata omosessualità e il suo stile di vita bohémien lo resero una figura scandalosa, ma anche irresistibilmente affascinante, per i circoli letterari e culturali dell’epoca. Nonostante la stigmatizzazione e le difficoltà, Arias Trujillo abbracciò la sua identità senza compromessi, diventando un simbolo di resistenza e libertà.

La stesura di "Por los caminos de Sodoma" coincise con un periodo cruciale della vita dell’autore. Nel 1932, Arias Trujillo si trasferì in Argentina per lavorare come addetto culturale colombiano. Sebbene l’incarico fosse prestigioso, era svolto senza compenso, costringendolo a cercare modi alternativi per sostenersi. Fu così che pubblicò il romanzo sotto lo pseudonimo di Sir Edgar Dixon, una scelta che rifletteva non solo la necessità di proteggersi dalle critiche della società colombiana, ma anche la volontà di sperimentare una libertà creativa lontano dagli occhi giudicanti del suo paese. Buenos Aires, negli anni ’30, offriva un’atmosfera più aperta e cosmopolita rispetto alla provincia colombiana, e Arias Trujillo trovò in questa città una comunità di artisti e intellettuali che lo accolse e lo ispirò. Tra le sue amicizie più significative vi furono gli amici di Federico García Lorca, il grande poeta spagnolo, noto per la sua poesia appassionata e per il suo spirito libero. Arias Trujillo ricordò con orgoglio quei giorni, sottolineando quanto fosse raro entrare nel cerchio intimo di Lorca, un uomo che sfuggiva ai falsi intellettuali e agli adulazioni superficiali.

Il contesto storico in cui "Por los caminos de Sodoma" fu scritto aggiunge ulteriore valore all’opera. Gli anni ’20 e ’30 del Novecento furono un periodo di profonda repressione per le persone LGBTQ+, non solo in Colombia, ma in gran parte del mondo. L’omosessualità era criminalizzata, patologizzata e stigmatizzata, e chiunque osasse vivere apertamente la propria identità rischiava l’ostracismo sociale, se non addirittura la persecuzione legale. In questo scenario, scrivere un romanzo che affrontava apertamente l’omosessualità non era solo un atto di coraggio: era una vera e propria sfida alle strutture di potere e alle ideologie dominanti. Arias Trujillo, con il suo romanzo, non solo diede voce a una comunità emarginata, ma creò anche uno spazio di riflessione e resistenza.

Come sottolinea lo studioso Jaiber Ladino Guapacha nel suo studio sui romanzi omosessuali dell’antica Caldas, "Por los caminos de Sodoma" non si legge semplicemente per la sua trama o per il piacere del linguaggio. Si legge come un manifesto, un documento che affronta le domande più profonde sull’identità, sulle paure e sui sogni di chi vive ai margini. È un’opera che invita il lettore a confrontarsi con i propri pregiudizi e a esplorare le complesse dinamiche del desiderio, del potere e della resistenza. È anche un testo che, nonostante la sua apparente tragicità, offre una speranza: la speranza che la verità, per quanto dolorosa, sia sempre preferibile alla menzogna.

Oggi, grazie alla disponibilità online, "Por los caminos de Sodoma" può raggiungere un pubblico globale, continuando a ispirare lettori di ogni generazione. È un’opera che ci ricorda quanto sia importante lottare per il diritto di essere sé stessi, indipendentemente dai costi. Bernardo Arias Trujillo, con la sua vita breve ma intensa, ha lasciato un’eredità che va ben oltre le sue opere. Ha dimostrato che la letteratura può essere un’arma potentissima contro l’ingiustizia, un mezzo per affermare la propria umanità e per dare voce a chi non l’ha mai avuta. "Por los caminos de Sodoma" non è solo un romanzo: è una testimonianza, un atto di resistenza e una celebrazione della forza dell’amore e della verità.