Dopo aver finalmente recuperato "Maria", mi trovo a dover ammettere che il film mi ha profondamente deluso. Non solo non è riuscito a soddisfare le alte aspettative che avevo riposto in esso, ma ha anche evidenziato una serie di problematiche che, alla fine, lo rendono un’opera incompleta e priva di vera sostanza. Nonostante le premesse iniziali e un cast di alto profilo, "Maria" si presenta come un fallimento sotto vari aspetti, dalle scelte estetiche alla narrazione, passando per la performance degli attori. È un film che, purtroppo, non riesce mai a trovare il giusto equilibrio tra visione artistica e coinvolgimento emotivo.
Fin dai primi minuti, si avverte la predominanza di un'estetica raffinata ma fredda, che permea ogni angolo del film. Le immagini sono perfettamente composte, i paesaggi sono mozzafiato, la fotografia impeccabile, eppure questo perfezionismo visivo sembra più un tentativo di stupire il pubblico con un'impressionante resa visiva che un vero servizio alla trama. La continua ricerca della bellezza formale crea un’atmosfera da cartolina che, se da un lato può sembrare affascinante, dall’altro rende l’esperienza complessiva distante e artificiosa. "Maria" si perde in un estremo formalismo che appiattisce la narrazione. Il rischio di apparire più come una vetrina di eleganza cinematografica, che non come un'opera che punta a emozionare e coinvolgere, è molto alto.
Le immagini sono così perfette che finiscono per risultare scarsamente funzionali alla storia che si intende raccontare. Se l’intento del regista era quello di rappresentare una realtà emozionale profonda, l’eccessiva attenzione alla superficie visiva non consente mai al pubblico di entrare nel cuore dei personaggi e della trama. Ogni scena sembra più una vetrina di fotografie artistiche che un momento di vero coinvolgimento narrativo. Il rischio, purtroppo, è che il film perda ogni sostanza, appiattendosi su un’immagine che non ha nulla da dire oltre alla sua bellezza.
Sfortunatamente, anche l’interpretazione di Angelina Jolie non riesce a riscattare il film. La sua performance, seppur tecnicamente corretta, appare decisamente ingessata e distante. Manca la naturalezza e la profondità che ci si aspetterebbe da una figura complessa come quella di Maria. L'attrice sembra intrappolata in una visione ideale del personaggio, incapace di esprimere la vulnerabilità, la sofferenza e le contraddizioni che sarebbero fondamentali per rendere il suo ruolo davvero credibile. Non c'è emozione tangibile nel suo sguardo, né nell'intonazione della voce. La sua interpretazione sembra più una riproduzione di ciò che ci si aspetta da un personaggio del genere piuttosto che una vera e propria esplorazione emotiva.
Il personaggio di Maria, in teoria, avrebbe dovuto essere l’anima pulsante del film, un faro che guidasse lo spettatore attraverso la sua evoluzione interiore. Invece, la performance di Jolie non riesce a restituire la profondità di una figura così complessa, riducendo il personaggio a una figura lontana e distante, incapace di suscitare empatia. La bellezza fisica dell’attrice, purtroppo, non basta a compensare la mancanza di spessore emotivo che il personaggio avrebbe dovuto possedere.
Un altro aspetto fondamentale in cui "Maria" delude è la regia. Nonostante la cura estetica e un apparente tentativo di narrazione sensibile, la regia non riesce mai a dare una spinta narrativa che coinvolga davvero lo spettatore. Il ritmo del film è incredibilmente lento e privo di vera tensione. Non si percepisce mai un momento di rottura, né una crescita o un’evoluzione drammatica della trama. La storia scivola via senza slanci, senza che ci sia alcuna costruzione di un arco emotivo o narrativo che possa tenere il pubblico attaccato allo schermo.
Il film, invece di costruire una trama appassionante, sembra seguire una linea piatta, senza picchi emotivi né momenti di tensione. La mancanza di conflitto, sia interno che esterno, è una delle ragioni principali per cui il film risulta deludente. Se lo spettatore non riesce a identificarsi con i personaggi o a farsi coinvolgere da ciò che sta accadendo sullo schermo, è difficile che il film riesca a lasciare un’impronta duratura.
Alla fine, ciò che più mi ha deluso in "Maria" è che il film non riesce mai a entrare davvero nel cuore dei suoi personaggi, né a rivelare la profondità emotiva che avrebbe dovuto. Se l’intento era quello di raccontare una storia di sofferenza, crescita, redenzione o lotta interiore, il film non riesce a trasmettere nulla di tutto ciò in modo convincente. La bellezza visiva e l'estetica, per quanto impeccabili, non sono sufficienti a sostenere una storia che manca di tensione emotiva.
Il risultato è che "Maria" rimane un film che non ha nulla di particolarmente memorabile o significativo. Si limita a sfiorare la superficie di temi complessi senza mai davvero approfondirli. La mancanza di una connessione autentica con il pubblico rende l’opera più un esercizio estetico che un vero e proprio racconto emozionante.
In definitiva, "Maria" è un film che non riesce a soddisfare le aspettative. Nonostante una confezione visivamente raffinata e una grande star come Angelina Jolie nel ruolo principale, l’opera non riesce a decollare su nessun fronte. La regia, la performance degli attori e la scrittura si intrecciano in un insieme di scelte che non riescono mai a creare quella tensione necessaria per rendere la trama interessante e coinvolgente. La sua bellezza estetica, pur lodevole, rimane fine a se stessa, senza che ci sia un cuore pulsante che dia vita alla storia. Un grande no, per me.