L’inaugurazione del progetto ha visto come primo docente Fabrizio Paolucci, curatore dell’Antichità Classica delle Gallerie degli Uffizi, il quale ha avviato il corso con un tema di grande rilevanza: Conservare e divulgare l’Antico. Il collezionismo di statuaria classica a Firenze dal XV al XX secolo: principi, vicende e criteri espositivi. Il suo ciclo di lezioni esplora il modo in cui le antichità classiche sono state raccolte, conservate e presentate al pubblico nel corso dei secoli, soffermandosi sulle dinamiche del collezionismo, le scelte espositive e il rapporto tra l’arte antica e il gusto delle diverse epoche. Un tema che si intreccia profondamente con la storia stessa degli Uffizi, nati come spazio di raccolta e celebrazione delle arti fin dal tempo dei Medici.
Il calendario prevede incontri settimanali, ogni venerdì alle 17:15, presso l’Auditorium Antonio Paolucci degli Uffizi, con una durata di 45 minuti per ogni lezione. La conclusione di questa prima fase del progetto è fissata per il 6 giugno 2025. L’iniziativa si distingue per il suo approccio inclusivo: non è richiesta alcuna iscrizione né alcun prerequisito accademico, rendendo la conoscenza accessibile a un pubblico vasto, dagli studiosi agli studenti, dagli appassionati d’arte ai semplici curiosi.
Ma la Cattedra Uffizi non si esaurisce con questo primo ciclo di incontri: la sua programmazione è pensata per estendersi anche nei semestri successivi, con l’ingresso di altri docenti di fama internazionale. Tra i nomi già annunciati spiccano il filosofo Giorgio Agamben e lo storico Franco Cardini, due figure che offriranno una lettura trasversale e multidisciplinare dell’arte, intrecciandola con il pensiero filosofico, la storia sociale e la politica. Agamben, noto per le sue teorie sul potere, la sovranità e il concetto di homo sacer, potrebbe portare una riflessione sul significato delle immagini e della rappresentazione artistica nella costruzione delle società. Franco Cardini, storico medievalista di fama internazionale, potrebbe invece approfondire il ruolo delle committenze artistiche, il rapporto tra arte e religione, nonché le influenze delle culture extraeuropee sulle collezioni d’arte fiorentine.
L’iniziativa è stata accolta con grande entusiasmo sia dal pubblico che dagli addetti ai lavori. Gli Uffizi, con questo progetto, consolidano il loro ruolo non solo come uno dei musei più visitati al mondo, ma anche come un polo di ricerca e diffusione culturale. In un’epoca in cui il sapere accademico rischia spesso di rimanere confinato in ambienti elitari, la scelta di rendere queste lezioni aperte a tutti rappresenta un gesto di democratizzazione della conoscenza, in linea con una visione moderna e partecipativa della cultura.
Nel tempo, è possibile immaginare che la Cattedra Uffizi possa ampliarsi ulteriormente, coinvolgendo altri esperti, affrontando tematiche nuove e sperimentando diverse modalità di divulgazione, magari con l’integrazione di piattaforme digitali per raggiungere un pubblico ancora più ampio. Con questo progetto, il museo fiorentino riafferma la sua vocazione di faro culturale, ponendosi non solo come custode del passato, ma anche come laboratorio di idee per il presente e il futuro.