domenica 16 marzo 2025
Felice Picano: un pioniere della letteratura gay che ha scosso l'immaginario culturale
Felice Picano, scomparso il 12 marzo 2025 all’età di 81 anni, è stato una delle figure più influenti e determinanti nella letteratura gay del Novecento, un autore che ha saputo dare forma, voce e identità a un'intera comunità spesso invisibile. Nato a New York nel 1944, Picano ha vissuto e scritto in un periodo di grandi cambiamenti sociali e culturali, diventando uno degli architetti principali di una narrativa che, per la prima volta, raccontava le esperienze gay senza censure e senza compromessi.
Le sue opere, che spaziano dal romanzo alla poesia, dal teatro alla saggistica, sono diventate delle pietre miliari per la letteratura queer. Libri come The Lure, Eyes e The Book of Lies sono esempi di come Picano riuscisse a intrecciare esperienze intime e universali, esplorando temi come l'identità, il desiderio, la solitudine e la lotta per l'accettazione. Ma non si trattava solo di raccontare storie; Picano voleva fare in modo che quelle storie diventassero una testimonianza visibile, potente e, soprattutto, legittima della realtà gay in un'epoca in cui il tabù e il silenzio erano ancora troppo radicati.
Nel 1977, Picano fondò la SeaHorse Press, un’impresa editoriale che non solo diede spazio a nuove voci gay, ma contribuì a costruire una solida infrastruttura culturale per la letteratura LGBTQ+. La sua influenza non si fermò alla scrittura. Fu anche un instancabile editor e promotore di altre opere significative, e, nel 1981, con Terry Helbing e Larry Mitchell, creò The Gay Presses of New York, che si impose come un punto di riferimento fondamentale per la pubblicazione di autori gay negli Stati Uniti. Con questa iniziativa, Picano divenne una figura chiave nell’editoria, impegnato non solo a scrivere, ma anche a diffondere il lavoro di altri che condividevano la sua visione.
La sua attività letteraria era strettamente intrecciata con il contesto politico e sociale degli anni Settanta e Ottanta, un periodo in cui la lotta per i diritti civili della comunità gay stava appena iniziando a dare frutti tangibili, ma dove ancora regnava il pregiudizio e la repressione. In quegli anni, la sua presenza e il suo impegno come scrittore e come editore erano essenziali per la creazione di uno spazio culturale dove poter parlare liberamente di sessualità, identità e amore senza vergogna. Picano fu anche membro fondatore del Violet Quill, un gruppo letterario che ha avuto un impatto enorme sulla narrativa gay contemporanea e che ha formato una generazione di autori che, come lui, cercavano di scrivere storie che fossero vere, senza censure.
Ma Picano non si limitava a raccontare storie: cercava di riscrivere l'immaginario culturale. La sua penna non era solo uno strumento di narrazione, ma un'arma di resistenza contro il silenzio imposto, contro il pregiudizio e contro l’oscurità che aveva sempre avvolto la vita delle persone gay. Le sue opere, piene di passione e consapevolezza politica, sono state lette come una dichiarazione di diritti civili, ma anche come una celebrazione dell’amore in tutte le sue forme.
Nel corso della sua carriera, Picano ha ricevuto numerosi riconoscimenti, tra cui il Ferro-Grumley Award e il Gay Times of England Award per il miglior romanzo gay. Nel 2010, gli è stato conferito il Lambda Literary Foundation’s Pioneer Award, un tributo che celebrava il suo ruolo cruciale nella letteratura LGBTQ+. È stato anche finalista per il prestigioso Hemingway Foundation/PEN Award e ha lasciato un’impronta indelebile su pubblicazioni come The Advocate, Blueboy e Christopher Street, contribuendo a formare quella che oggi possiamo definire una vera e propria cultura letteraria queer.
Con la sua morte, la comunità letteraria perde non solo un autore di talento, ma un vero e proprio pioniere. Felice Picano ha contribuito a scrivere la storia della letteratura gay, una storia che, grazie al suo coraggio e alla sua visione, è diventata più visibile, più forte e più rispettata. Il suo lavoro continuerà a ispirare e a influenzare le generazioni future, ed è impossibile pensare alla letteratura LGBTQ+ senza riconoscere la sua fondamentale eredità. La sua vita e le sue opere rimarranno un faro di luce per chi crede che la scrittura possa essere una forma di liberazione e di cambiamento.