venerdì 28 marzo 2025

Lily Savage, iconica drag queen e personaggio creato dall’inimitabile Paul O’Grady

Lily Savage, iconica drag queen e personaggio creato dall’inimitabile Paul O’Grady, è una figura che ha segnato un’epoca, incarnando non solo lo spirito ribelle della cultura queer britannica, ma anche il potere trasformativo dell’umorismo e della visibilità. Nato il 14 giugno 1955 a Birkenhead, Merseyside, Paul James O’Grady ha vissuto una vita ricca di svolte e successi, prima di spegnersi il 28 marzo 2023, lasciando un’eredità indelebile nel panorama culturale internazionale.

Le radici di Paul O’Grady: l’uomo dietro la leggenda

Paul O’Grady nacque in una famiglia della classe operaia cattolica, un ambiente che avrebbe plasmato la sua sensibilità e il suo spirito comico. Crescendo in un quartiere di Liverpool popolato da personaggi vivaci e figure femminili forti, Paul sviluppò un profondo rispetto per le donne che affrontavano con dignità e umorismo le difficoltà della vita. Sua madre, Mary, e le sue zie erano donne dotate di una schiettezza disarmante e di una capacità innata di ridere delle avversità: tratti che avrebbero ispirato il personaggio di Lily Savage.

Dopo gli studi, Paul iniziò a lavorare come assistente sociale, occupandosi di giovani in difficoltà. Tuttavia, il suo spirito creativo e il suo talento naturale per l’intrattenimento lo portarono a cercare nuovi sbocchi. La scena notturna di Liverpool e Londra, ricca di club, cabaret e locali LGBTQ+, offrì a Paul l’opportunità di scoprire e dare forma a Lily Savage, il suo alter ego che lo avrebbe reso una leggenda.

La nascita di Lily Savage: un’icona drag per una nuova era

Lily Savage fece la sua prima apparizione nei club di Liverpool negli anni ’70, ma fu a Londra, negli anni ’80, che il personaggio trovò il suo vero palcoscenico. Lily era un mix esplosivo di teatralità, sarcasmo e stile sopra le righe: capelli biondo platino, trucco pesante, abiti leopardati e tacchi vertiginosi. Ma al di là dell’estetica kitsch, Lily era un personaggio profondo, capace di catturare le contraddizioni della società britannica e di far ridere anche nei momenti più difficili.

Il Royal Vauxhall Tavern (RVT) di Londra divenne il regno di Lily, un luogo dove il suo talento comico e la sua capacità di improvvisazione la resero una star della scena underground. In quegli anni, però, la vita nei locali LGBTQ+ era tutt’altro che semplice. La comunità affrontava quotidianamente discriminazioni, raid della polizia e lo stigma sociale. Lily Savage rispondeva a tutto questo con il suo humor tagliente. Durante un famoso raid della polizia al RVT negli anni ’80, Lily si rivolse agli agenti con una battuta fulminante: "Avete sentito che la guerra è finita? O siete qui per imparare qualche passo di danza?"

Gli anni bui della crisi dell’AIDS

La crisi dell’AIDS negli anni ’80 e ’90 colpì duramente la comunità LGBTQ+, portando con sé dolore, perdita e una crescente paura alimentata da ignoranza e pregiudizi. In questo contesto, Lily Savage divenne una figura fondamentale. I suoi spettacoli erano spesso dedicati alla raccolta di fondi per associazioni che si occupavano di ricerca sull’AIDS e di supporto ai malati. Paul O’Grady, che viveva personalmente il dramma della perdita di amici e colleghi, usava il personaggio di Lily per dare voce a una comunità che troppo spesso veniva ignorata.

Lily Savage parlava apertamente di AIDS nei suoi monologhi, mescolando umorismo e denuncia. Era una combinazione potente, capace di rompere il silenzio e di portare il tema all’attenzione di un pubblico più ampio. Paul stesso ha raccontato in diverse interviste come Lily fosse per lui non solo un mezzo di espressione artistica, ma anche un modo per affrontare il dolore e trasformarlo in azione.

L’ascesa al mainstream: Lily conquista la televisione

Negli anni ’90, Lily Savage fece il grande salto dalla scena underground alla televisione mainstream, un evento rivoluzionario per una drag queen. Dopo aver partecipato a spettacoli di cabaret televisivi, Lily divenne la protagonista del The Lily Savage Show, che portava la sua comicità irriverente nelle case degli spettatori britannici. Il successo più grande arrivò con Blankety Blank, un quiz televisivo che Lily trasformò in un vero spettacolo di intrattenimento. La sua conduzione era un mix di humor pungente, improvvisazione e un’innata capacità di connettersi con il pubblico.

Lily Savage non era solo una conduttrice: era una forza trainante che ridefiniva cosa significava essere una figura pubblica LGBTQ+ in un’epoca in cui la visibilità queer era ancora limitata. La sua presenza in televisione aprì la strada a una nuova generazione di artisti drag e contribuì a normalizzare la cultura LGBTQ+ agli occhi del grande pubblico.

Il ritiro di Lily e l’eredità di Paul O’Grady

Nel 2004, Paul O’Grady decise di “mettere a riposo” Lily Savage, spiegando che sentiva di aver detto tutto ciò che poteva attraverso il personaggio. Da quel momento, Paul continuò la sua carriera televisiva come sé stesso, diventando uno dei conduttori più amati del Regno Unito. Tuttavia, Lily Savage rimase una parte indelebile della sua eredità, un simbolo di lotta, risate e resilienza.

Paul O’Grady si spense il 28 marzo 2023, all’età di 67 anni, lasciando un vuoto enorme nel mondo dell’intrattenimento e nella comunità LGBTQ+. La sua morte fu seguita da un’ondata di tributi, con fan, colleghi e attivisti che ricordarono il suo straordinario contributo non solo come artista, ma anche come essere umano.

Un’eredità eterna

Lily Savage è più di un personaggio: è un’icona, un simbolo di resistenza e un modello per generazioni di artisti. La sua capacità di trasformare l’umorismo in un’arma sociale, di portare luce nei momenti più bui e di abbattere barriere culturali e sociali la rende una figura senza tempo.

Oggi, il suo spirito vive in ogni performance drag, in ogni risata che sfida il conformismo e in ogni battaglia per l’uguaglianza. Lily Savage non era solo un’icona: era, ed è, una leggenda immortale.