giovedì 13 marzo 2025

Monet's Garden: l'arte di vedere il mondo con gli occhi di Bordman

La mostra Monet's Garden alla Leila Heller Gallery di New York, che resterà aperta fino al 3 maggio 2025, si configura come un’esposizione imperdibile per tutti gli appassionati di arte e fotografia. Il debutto di Aileen Bordman come fotografa espositrice è una testimonianza del suo talento e della sua visione unica. Attraverso 15 fotografie, Bordman esplora il giardino che ha ispirato il maestro impressionista Claude Monet, un luogo che rappresenta non solo un angolo di natura, ma una vera e propria opera d’arte vivente. Sebbene il giardino di Giverny sia noto principalmente per essere stato il soggetto di molte delle opere più celebri di Monet, è proprio attraverso l’obiettivo di Bordman che questa bellezza senza tempo viene catturata in una nuova forma. Le sue immagini non sono semplici fotografie: sono una fusione tra il mondo naturale e l'arte, un tentativo di restituire la stessa magia visiva che ha contraddistinto il lavoro di Monet, esplorando come il giardino di Giverny, oggi come allora, possa essere un'ispirazione senza pari per l’anima e per la vista.

Monet, che ha creato il suo giardino a Giverny come un riflesso del suo approccio artistico, ha sempre cercato di catturare la luce e il colore in modo che il paesaggio diventasse una tela infinita che cambiava continuamente con le stagioni. Le fotografie di Bordman, sebbene siano realizzate con la tecnica fotografica, riescono a trasmettere lo stesso senso di transitorietà e di cambiamento che caratterizzava la pittura di Monet. Ciascuna delle immagini esposte rappresenta un momento fugace, un’istantanea che trasporta lo spettatore in una dimensione quasi onirica, dove la luce è protagonista indiscussa e dove ogni angolo del giardino sembra quasi respirare insieme al visitatore.

Le fotografie che Bordman ha scelto di presentare in questa mostra sono, in molti casi, riprese dei luoghi e degli oggetti che hanno affascinato Monet per tutta la sua carriera. Un esempio celebre è il Ponte giapponese, che rappresenta un incontro tra l’arte giapponese, che Monet ammirava profondamente, e la natura europea, che diventava il soggetto privilegiato della sua pittura. Il Ponte giapponese, immortalato in numerosi dipinti di Monet, appare nelle fotografie di Bordman non solo come un elemento architettonico che collega due mondi naturali, ma anche come un simbolo di equilibrio, tranquillità e armonia. Questa struttura, che sembra galleggiare sulle acque del giardino, diventa un ponte tra il mondo naturale e quello artistico, tra la fotografia e la pittura. Bordman riesce a cogliere l’essenza di questo ponte non semplicemente come un oggetto fisico, ma come una forma di comunicazione tra diverse tradizioni culturali e artistiche.

Accanto a questa grande icona, troviamo il Bassin delle ninfee, che è forse il soggetto più emblematico della produzione di Monet. Le ninfee, che galleggiano sull’acqua del laghetto, sono diventate un simbolo della tranquillità, della riflessione e della bellezza senza tempo. Bordman, con la sua sensibilità fotografica, riesce a catturare questi delicati fiori in una dimensione che richiama quella dei dipinti di Monet, dove l’acqua non è mai una semplice superficie riflettente, ma una parte integrante di un paesaggio che si evolve e si trasforma continuamente. Le fotografie di Bordman non si limitano a documentare il giardino, ma lo presentano come un luogo vivo, in movimento, che offre una ricchezza di colori e sfumature che cambiano ogni giorno, ogni ora, con l’alternarsi delle stagioni e delle luci.

Uno degli aspetti più straordinari della mostra Monet's Garden è il rapporto intimo che Bordman ha con il giardino di Giverny. Sua madre, infatti, ha ricoperto il ruolo di custode della tenuta di Giverny, un legame che ha permesso alla fotografa di avere accesso a spazi esclusivi, normalmente non visibili ai turisti e ai visitatori occasionali. Questo accesso privilegiato ha dato a Bordman la possibilità di entrare nel cuore stesso del giardino, e di esplorare non solo gli aspetti visibili, ma anche quelli più nascosti, che raccontano una storia di amore, passione e impegno che ha reso il giardino un luogo unico al mondo. La fotografa ha potuto vivere e percepire l’essenza del giardino in un modo che pochi altri avrebbero potuto fare, e questo si riflette chiaramente nelle sue fotografie. Ciascuna di esse sembra avere un’anima propria, un legame profondo con il giardino che va al di là della semplice bellezza visiva.

Inoltre, Bordman ha scritto un libro, Everyday Monet, che si inserisce come un completamento naturale della sua mostra. In questo volume, la fotografa non si limita a presentare un’ulteriore documentazione del giardino, ma propone un’affascinante riflessione sull’eredità di Monet, e su come il giardino di Giverny possa influenzare la vita quotidiana di chiunque. In effetti, Everyday Monet è molto più di una semplice esplorazione di un luogo iconico: è una riflessione su come la bellezza possa permeare la nostra vita quotidiana, se solo fossimo in grado di "vedere" come Monet vedeva. Il giardino di Giverny, secondo Bordman, non è solo un soggetto d’arte, ma un’esperienza sensoriale totale che può insegnarci a percepire la bellezza in ogni angolo del nostro quotidiano. Bordman invita i lettori a guardare il mondo con occhi nuovi, a riconoscere la bellezza nei piccoli dettagli e a comprendere che la stessa luce che animava il giardino di Monet può risplendere anche nelle nostre vite, se solo ci fermiamo a guardare.

La proposta di Bordman è quella di imparare a "vedere" come Monet. La sua fotografia, infatti, è un atto di osservazione intensa, una ricerca costante di quella bellezza che si nasconde nei dettagli, nei riflessi, nelle ombre e nelle luci che la natura ci offre. Ogni fotografia è un invito a fermarsi, a osservare con attenzione e ad abbracciare la mutabilità del paesaggio, proprio come faceva Monet nei suoi dipinti. Bordman, con la sua maestria fotografica, ci invita ad entrare in un dialogo diretto con la natura, a percepire il giardino come un’opera d’arte in continuo divenire. La mostra non è solo una riflessione sull’arte di Monet, ma anche una meditazione sulla bellezza e sulla fugacità della vita, un concetto che si riflette sia nell'arte che nella natura.

Monet's Garden diventa così un’occasione per tutti coloro che amano l’arte, la fotografia e la natura di riflettere sul legame inscindibile che esiste tra l'arte e la realtà, tra l'immagine e il paesaggio. Bordman, con la sua sensibilità e il suo approccio personale, ha creato una galleria di immagini che ci ricordano che l'arte non è solo una questione di tecnica o di talento, ma è un modo di guardare e di percepire il mondo che ci circonda. La mostra ci invita a fermarci un momento, a osservare il mondo come un'opera d'arte, a riconoscere la bellezza nascosta in ogni angolo della natura e della vita quotidiana. Attraverso Monet's Garden, Bordman ci offre un'opportunità unica di entrare nel cuore del giardino di Giverny, un luogo che è diventato sinonimo di bellezza senza tempo e di arte immortale.