L’unica fotografia esistente che ritrae insieme Vincent Van Gogh e Paul Gauguin rappresenta non solo una testimonianza visiva unica, ma anche un vero e proprio punto di svolta nella storia dell’arte occidentale, un momento decisivo in cui si intrecciano le vite e le carriere di due dei più importanti pittori del periodo post-impressionista. Questo scatto, che risale al 1887 e fu realizzato nel cuore di Montmartre, il celebre quartiere parigino che rappresentava il centro nevralgico della vita bohémienne dell’epoca, è diventato un simbolo di un'epoca che stava vivendo una delle sue trasformazioni più significative. Montmartre, infatti, non era solo il luogo di ritrovo di artisti, poeti e scrittori, ma anche la culla di una nuova sensibilità artistica che si stava diffondendo in tutta la Francia, portando con sé la voglia di esplorare nuove forme espressive e di superare i confini delle tradizioni pittoriche precedenti.
Questa fotografia è divenuta un oggetto di grande interesse per storici dell’arte, studiosi e appassionati di cultura, perché riesce a documentare un incontro tra due mondi artistici che, pur avendo diverse origini e approcci, hanno avuto un impatto straordinario sulla pittura contemporanea. Van Gogh e Gauguin, infatti, pur condividendo una visione del mondo e un desiderio di esprimere emozioni attraverso il colore, sviluppano nel corso dei loro anni una poetica completamente diversa, che li porta a percorrere strade separate, ma non prima di aver influenzato reciprocamente il loro percorso. Quello che emerge da questa fotografia, quindi, non è soltanto un’istantanea di un incontro, ma una vera e propria sintesi visiva della tensione, delle aspirazioni e delle frustrazioni che hanno segnato la loro breve, ma intensa, collaborazione.
Nel 1887, infatti, Van Gogh si trovava a Parigi, dove viveva con il fratello Theo, e stava cercando di inserirsi in un ambiente artistico in fermento, ma che, allo stesso tempo, gli risultava difficile e alienante. Il suo temperamento introverso, la sua sofferenza psicologica e la sua crescente consapevolezza della propria solitudine non gli impedivano, però, di lavorare intensamente, cercando di sviluppare un proprio stile che, pur essendo fortemente influenzato dal movimento impressionista, si stava allontanando dalle convenzioni di questo gruppo. Van Gogh si dedicava principalmente alla pittura di paesaggi e figure, sperimentando l'uso di colori più vibranti e contrastati, cercando di trasmettere emozioni pure attraverso il colore e la luce. Il suo stile stava evolvendo, ma era ancora lontano dall’immediatezza e dalla liricità che avrebbe poi trovato con le sue opere più celebri, come i Girasoli o il Notturno stellato. La sua arte, pur essendo intrisa di un’intensità emotiva che traspare in ogni pennellata, non era ancora conosciuta dal grande pubblico, e Van Gogh viveva in una sorta di anonimato che lo segnava profondamente.
Gauguin, invece, già nel 1887 aveva sviluppato un approccio diverso, che sarebbe poi diventato il suo marchio di fabbrica: il suo interesse per la simbologia, il primitivismo e l’esotismo lo aveva portato a distaccarsi dal realismo e dall’impressionismo per abbracciare un’arte più intellettuale e riflessiva. Gauguin vedeva la pittura come uno strumento per esprimere emozioni più profonde, e il suo uso del colore non era tanto volto a rappresentare la realtà quanto a evocare significati più ampi e simbolici. Il suo desiderio di allontanarsi dalla società europea e di abbracciare una dimensione più naturale e “primitiva” della vita lo avrebbe poi portato a viaggiare in Bretagna, in Martinica e infine nelle isole del Pacifico, dove avrebbe realizzato le sue opere più celebri. Tuttavia, nel 1887, mentre soggiornava a Parigi, Gauguin aveva già intuito che la sua arte necessitava di un cambiamento radicale, e cercava un compagno con cui confrontarsi artisticamente e intellettualmente. Van Gogh, pur trovandosi in un periodo di grande difficoltà personale, sembrava essere la figura giusta con cui avviare una collaborazione, che sarebbe stata, però, destinata a dissolversi rapidamente, alimentata dalle divergenze caratteriali e artistiche tra i due.
La fotografia scattata in quel periodo mostra, quindi, non solo i due pittori, ma un'intera cerchia di artisti e intellettuali che, in quel periodo, frequentavano Montmartre e che avevano un’influenza significativa sulla cultura parigina di fine Ottocento. Al fianco di Van Gogh e Gauguin si trova Emile Bernard, un altro pittore che in quegli anni stava sviluppando il suo stile distintivo, e che era stato un punto di riferimento per Van Gogh. Bernard aveva una visione dell'arte che cercava di fondere il simbolismo con un'espressione visiva più diretta, e il suo lavoro si caratterizzava per l’uso di linee più definite e colori più contrastanti, in linea con le teorie estetiche che stavano prendendo piede a Parigi. La sua presenza nella foto suggerisce non solo una comunanza di intenti tra gli artisti, ma anche una riflessione sull’evoluzione della pittura, che stava cercando di allontanarsi dal realismo e dall’impressionismo per sviluppare una lingua visiva nuova, più intima e simbolica.
Accanto a loro si trova André Antoine, una figura centrale nel panorama culturale parigino, che, pur non essendo un pittore, rappresentava l'anima intellettuale e riformatrice di quel periodo. Antoine aveva fondato il Théâtre Libre, un teatro che aveva radicalmente cambiato il volto del teatro francese, introducendo una nuova visione del dramma, più realistica e meno convenzionale, lontana dai melodrammi che avevano dominato la scena per secoli. La sua inclusione nella foto non è casuale, poiché suggerisce la permeabilità dei confini tra le diverse forme artistiche di quel periodo: pittura, teatro, letteratura e scultura si influenzavano vicendevolmente, e Parigi rappresentava il centro di questa innovazione culturale.
La presenza di queste figure nella stessa fotografia offre uno spunto per riflettere su come le arti, in quel periodo, fossero destinate a mescolarsi e a incrociarsi, dando vita a nuovi linguaggi e nuovi significati. Questa connessione tra diverse forme di espressione è anche un indicatore del clima culturale di quel tempo, che si stava caratterizzando per il desiderio di rottura con il passato e per l'esplorazione di nuove frontiere artistiche. In particolare, il rapporto tra Van Gogh e Gauguin, che aveva avuto momenti di grande sintonia, ma che alla fine si sarebbe rotto a causa delle loro divergenze, è emblematico di come l'arte possa diventare anche un terreno di conflitto, oltre che di incontro.
La fotografia in questione, ritrovata solo recentemente da Serge Plantureux negli archivi del libraio-editore Ronald Davis, rappresenta, quindi, un’opportunità unica per gli studiosi e gli appassionati di arte di approfondire non solo la figura di Van Gogh e di Gauguin, ma anche la storia di un'epoca in cui il concetto di “avanguardia” stava cominciando a prendere forma. L'immagine è stata ritrovata dopo essere rimasta nascosta per decenni negli archivi della libreria di Davis, che era anche fornitore ufficiale della famiglia Rothschild, e questo ritrovamento ha suscitato un'ondata di interesse internazionale. Non solo per la sua rarità, ma anche per il fatto che offre uno spunto di riflessione su come l’arte post-impressionista sia stata il risultato di un dialogo continuo tra personalità e correnti artistiche diverse, che si confrontavano, si scontravano e si influenzavano reciprocamente. Questa fotografia non è soltanto una memoria di un incontro tra due artisti, ma diventa una rappresentazione tangibile di un momento in cui la storia dell'arte stava cambiando, grazie all’interazione di menti brillanti e al desiderio di superare i limiti imposti dalle tradizioni artistiche precedenti.
L’importanza di questo ritrovamento, quindi, va ben oltre il valore documentale della fotografia stessa. Essa ci offre una visione diretta di un’epoca che ha profondamente segnato il corso dell’arte moderna e ci permette di capire meglio le dinamiche personali e artistiche che hanno influenzato la carriera di Van Gogh e di Gauguin, contribuendo a definire un nuovo modo di fare arte, che avrebbe avuto un impatto duraturo sulle generazioni successive di pittori e artisti. La fotografia, pur essendo un frammento di una storia passata, continua a parlare di un’arte che, pur nell’intensità dei suoi conflitti, è riuscita a trasformarsi, a rinnovarsi e a rivoluzionare il panorama culturale globale.