"Lucio Fontana: materia, spazio, concetto" di Jole De Sanna non è solo un semplice libro, ma una vera e propria immersione nell'arte e nel pensiero di Lucio Fontana, uno degli artisti più visionari e innovativi del Novecento. La sua figura, tanto iconica quanto rivoluzionaria, ha attraversato trasversalmente molteplici ambiti del pensiero artistico, filosofico e scientifico, dando vita a un corpus di opere che non solo hanno scardinato le convenzioni artistiche del suo tempo, ma hanno anche aperto nuove prospettive per le generazioni successive di artisti. Il volume di De Sanna si distingue per un approccio multidisciplinare che intende restituire l’immagine complessa di Fontana, con una particolare attenzione al suo concetto di spazio, di materia e al suo rapporto con la scienza e la filosofia.
Fontana non è stato semplicemente un pittore, scultore o performer, ma un pensatore che ha guardato all’arte come uno strumento di esplorazione dell'universo e delle sue leggi più profonde. La sua produzione artistica si inserisce in un momento di transizione storica, dove l'arte tradizionale stava ormai mostrando i suoi limiti di fronte alle sfide poste dalla modernità e dalle nuove scoperte scientifiche. Negli anni in cui Fontana cominciò a sviluppare le sue teorie e le sue opere più conosciute, l'umanità era in fase di profondo cambiamento. La Seconda Guerra Mondiale, le scoperte fisiche sull'atomo e sull'energia nucleare, la nascita dell'astrofisica e le teorie della relatività avevano radicalmente trasformato la visione del mondo. In questo contesto, Fontana ha reagito non solo con un'arte che mirava a rompere i confini fisici della pittura, ma con una riflessione profonda sul "nulla", sul vuoto, sull’infinito e sulla luce.
Il lavoro di Fontana rappresenta una rottura con la tradizione, ma anche un tentativo di spingersi oltre l’arte stessa per arrivare a un'esperienza totale, in cui l’opera d’arte non si limita a esprimere una visione estetica del mondo, ma diventa una vera e propria "esplorazione" dei concetti fisici, filosofici e cosmologici. Il libro di De Sanna, per questo, non si limita a documentare i singoli periodi e le singole fasi della produzione artistica di Fontana, ma intende offrire una lettura che intreccia e confronta la sua opera con le teorie scientifiche e filosofiche che l'hanno influenzato e che, al tempo stesso, ha contribuito a modificare. Fontana ha rappresentato un punto di convergenza tra l’arte e la scienza, due ambiti che, pur apparentemente lontani, sono stati per lui complementari nella ricerca del vero.
Una delle peculiarità dell’approccio di Fontana è stato proprio l’uso della materia e dello spazio. La tela, che per secoli era stata il supporto sacro per l'espressione pittorica, diventa nelle mani di Fontana un oggetto da "oltrepassare", un piano su cui incidere non per decorare, ma per "attraversare", per penetrare in un'altra dimensione. I suoi tagli e i suoi buchi sono gesti radicali che non si limitano a danneggiare l’opera, ma ad aprire una nuova dimensione di percezione. Con il suo famoso gesto dei "tagli", Fontana ha sfondato il limite della superficie pittorica, creando un'opera che è "spazio", in cui il vuoto non è una mancanza, ma una potenzialità, un luogo da cui può emergere la luce e da cui può partire un nuovo processo di osservazione del mondo.
Il "Concetto Spaziale", come lo definisce Fontana, non è solo una serie di opere che rappresentano una nuova estetica, ma una vera e propria filosofia dell'arte che si inserisce nella riflessione sullo spazio e sulla sua natura. La tela non è più la superficie su cui rappresentare qualcosa, ma un confine che va oltre, e che il gesto artistico apre verso l’infinito. Fontana, attraverso il suo gesto, ci invita a guardare oltre la superficie, a comprendere che la realtà non è solo ciò che vediamo, ma ciò che sta oltre il nostro sguardo. Il vuoto, per Fontana, è carico di significato, perché esprime la potenzialità di ciò che non vediamo, ma che esiste: una dimensione invisibile che l'arte può solo sfiorare, ma che va oltre l’esperienza sensoriale.
La visione che Fontana sviluppa nel suo lavoro non è un semplice riflesso della realtà fisica, ma una riflessione sull’invisibile, sull’infinitamente piccolo e grande, sull’energia che anima l’universo. Fontana, così come sottolineato da De Sanna, si confronta con le scoperte della scienza, dalla relatività alla fisica quantistica, e trasforma questi concetti in linguaggio visivo. La sua riflessione sull’infinito e sulla luce emerge da una concezione radicalmente nuova dello spazio, che non è più visto come una mera estensione, ma come una struttura dinamica che interagisce con l’essere umano e con la sua percezione.
Uno degli aspetti più affascinanti dell’opera di Fontana è proprio la sua capacità di farsi interprete dei cambiamenti storici, scientifici e filosofici del suo tempo. In un’epoca che stava assistendo alla nascita delle teorie del vuoto e del nulla, Fontana si appropria di queste nuove visioni per creare un’arte che non è più solo legata a una rappresentazione del mondo, ma diventa uno strumento per esplorarne le leggi. La sua arte, quindi, diventa un linguaggio che va oltre la superficie dell’opera e si fa simbolo della ricerca dell’infinito, della verità nascosta nelle pieghe del vuoto e della luce.
De Sanna, nel suo libro, ci invita a riflettere non solo sulla tecnica e sull'evoluzione della produzione artistica di Fontana, ma anche sul suo impatto sull’arte contemporanea. Fontana ha influenzato non solo il movimento spazialista, ma anche molti altri artisti, da quelli del Gruppo Zero a quelli dell'Arte Concettuale. La sua capacità di "uscire" dai confini tradizionali della pittura e della scultura, di pensare e agire nello spazio, ha aperto la strada a nuove forme artistiche, dove la materia, lo spazio, la luce e il concetto si fondono in un unico atto creativo.
L'approccio di Fontana all'arte come pratica filosofica è uno degli aspetti più affascinanti della sua ricerca. Non si tratta di un semplice esercizio formale, ma di un processo intellettuale che risponde alle domande fondamentali sull’esistenza e sulla percezione. L’arte diventa, per Fontana, uno strumento di esplorazione dell’universo e della coscienza umana, capace di rivelare l'invisibile e di trasmettere una visione dinamica, aperta, dell’arte. Il suo gesto artistico, semplice ma radicale, diventa l'atto di un pensiero che esplora senza sosta la natura dell’essere e dell'universo.
"Lucio Fontana: materia, spazio, concetto" è un'opera fondamentale per comprendere non solo la figura di Fontana, ma anche il suo impatto e il suo legame con le correnti intellettuali e artistiche del suo tempo. De Sanna offre un'analisi che restituisce pienamente la grandezza di un artista che ha saputo rompere con le convenzioni, interrogandosi sulle leggi che governano il nostro mondo, e dando vita a una forma di arte che non è solo un atto visivo, ma una riflessione profonda e radicale sullo spazio, sulla materia e sul concetto.
Il libro di Jole De Sanna, approfondendo la visione di Fontana, ci spinge a considerare come il suo lavoro non sia solo il prodotto di un singolo artista, ma il frutto di un contesto culturale e scientifico che ha alimentato la sua ricerca. La figura di Fontana emerge quindi come quella di un uomo in costante dialogo con il mondo che lo circonda, in un’interazione tra la sua arte e i fenomeni culturali e scientifici che ne hanno definito la carriera. Fontana ha guardato con curiosità e profonda riflessione a tutti gli sviluppi del suo tempo, trovando nella scienza e nella filosofia degli alleati per la sua arte.
Un aspetto che emerge con forza nelle pagine del libro è il continuo confronto di Fontana con il vuoto, il nulla, e con l'idea di un universo in espansione. In una concezione che si è evoluta nel corso degli anni, Fontana ha rivelato una visione cosmologica in cui la tela non è più il confine chiuso di un’opera, ma una finestra attraverso la quale osservare una realtà più vasta. La sua arte diventa uno spazio di possibilità infinite, dove l'artista stesso non è più il solo creatore, ma l'osservatore e l'interprete di un universo in cui nulla è fermo, tutto è in movimento, in una continua trasformazione.
Il confronto con la scienza non si ferma al concetto di spazio. Fontana, infatti, si è confrontato anche con la questione del tempo, della materia e della luce, affrontando temi che erano esplosi nella fisica del Novecento, come la teoria della relatività di Einstein e le scoperte sull’energia nucleare. Così, la sua arte diventa una riflessione sullo spazio-tempo come elemento fondamentale dell’esistenza, un tentativo di rappresentare il divenire, l’invisibile e l’eterno, al di là della materia stessa.
Un altro aspetto esplorato da De Sanna è la capacità di Fontana di conciliare l’astrazione con la figurazione, di mescolare la dimensione fisica con quella metafisica. Se da un lato le sue "tele tagliate" sembrano sbarazzarsi della tradizione della pittura figurativa, dall’altro le sue opere rimangono sempre intrise di un forte richiamo alla figura umana, al corpo e alla sua relazione con lo spazio. Il vuoto in cui l’artista scava non è mai solo un vuoto fisico, ma è il vuoto che avvolge il corpo umano, che lo ingloba e lo trasforma.
Anche quando si allontana dalla figurazione, Fontana non rinuncia mai a indagare il corpo, la sua presenza e la sua assenza. Un esempio di questa tensione è rappresentato dalle sue "Ambiente spaziale" e dalle "Concetto Spaziale – La Fine di Dio", dove il corpo e la sua percezione sono centrali, ma espressi attraverso una forma di astrazione totale che travalica ogni rappresentazione tradizionale. La sua arte si fa metafora del corpo umano che si perde e si ritrova nello spazio, che esplora e si confronta con l'infinito.
Nel corso del libro, l’autrice pone attenzione anche alle reazioni di Fontana al mondo che lo circonda, un mondo che, negli anni della sua carriera, stava vivendo una rapida evoluzione. Le sue opere riflettono una sorta di bisogno di confrontarsi con il caos che caratterizzava le epoche post-belliche, con la precarietà, l’incertezza e la ricerca di un ordine che andasse oltre i tradizionali canoni. La sua ricerca è quella di una sintesi che potesse rispondere alla domanda universale sull’esistenza, cercando risposte nell'infinito e nella possibilità di "oltrepassare" la realtà quotidiana.
In questo senso, il taglio nella tela di Fontana diventa simbolo del desiderio umano di andare oltre, di scoprire l’invisibile e l’insondabile, di penetrare ciò che è nascosto dietro il velo della percezione ordinaria. Il gesto non è solo quello di un artista che vuole superare le convenzioni, ma di un pensatore che guarda oltre la superficie, che cerca di varcare i confini del mondo conosciuto, di ciò che è visibile e tangibile, per entrare in contatto con il mistero dell’esistenza.
De Sanna dimostra che l’arte di Fontana è in continuo dialogo con la dimensione temporale e con quella storica. L'arte di Fontana non è mai un'esperienza statica: è sempre un’arte che si rinnova, che si trasforma e che spinge l'osservatore a rimettere in discussione ciò che pensa di conoscere. La tela, per Fontana, non è più il luogo di una rappresentazione ma il punto di partenza di un’esplorazione. E come tale, il suo lavoro ci invita ad entrare in una riflessione sul nostro stesso posto nel mondo, sul nostro rapporto con il vuoto, lo spazio, la materia e il concetto.
Nel panorama dell'arte contemporanea, Fontana ha segnato una svolta fondamentale. La sua arte ha spinto le generazioni successive a interrogarsi non solo sulle forme e le tecniche artistiche, ma anche sui concetti che stanno dietro le opere, sulla filosofia che le anima. Per Fontana, l'arte non è solo un atto di creazione estetica, ma una forma di ricerca del senso, della conoscenza, una via per cercare risposte alle domande fondamentali dell’esistenza. Il libro di Jole De Sanna, con la sua analisi meticolosa e approfondita, permette di comprendere meglio questa dimensione radicale e filosofica del lavoro di Fontana, restituendo l’immagine di un artista che non ha solo creato, ma ha pensato e vissuto l’arte come un processo di continua esplorazione del mistero della vita.
Il libro di Jole De Sanna continua a delineare l'importanza della dimensione cosmologica che pervade la ricerca artistica di Lucio Fontana, mettendo in evidenza come le sue opere possano essere lette come risposte alla domanda di un nuovo rapporto tra l'uomo e l'universo. Fontana non si è limitato a essere uno spettatore della modernità, ma si è imposto come protagonista di una riflessione visiva sull’infinito e sull’ignoto. Le sue opere spaziali sono manifestazioni di una costante tensione verso la scoperta, verso una realtà più profonda che scavalca le apparenze immediate e visibili.
L’opera di Fontana, come sostenuto da De Sanna, è un viaggio oltre la superficie, un tentativo di attraversare la dimensione materiale della realtà per raggiungere un piano che va oltre ciò che è tangibile. Questo approccio radicale lo ha reso un antesignano di una visione dell’arte che abbatte le barriere tra le discipline e le convenzioni tradizionali. La sua arte non può essere compresa se non in un contesto che include la filosofia, la scienza, la tecnologia e la visione utopica di una nuova dimensione esistenziale. Fontana ha abbracciato l’idea che l'arte non dovesse più limitarsi alla riproduzione del reale, ma dovesse diventare la chiave per esplorare nuovi orizzonti, per svelare ciò che è nascosto nell’invisibile.
De Sanna evidenzia anche come Fontana abbia utilizzato l’idea di "spazio" non solo in un’accezione letterale, ma anche come un concetto metafisico, legato all’infinità del cosmo, alla scienza della relatività e alle nuove teorie sulla materia e sull’energia. L'astronomia e la fisica, con la loro visione di un universo in espansione, hanno influenzato profondamente la sua ricerca artistica. Fontana ha cercato di fare propria l’idea che l'universo è in costante mutamento, che la materia stessa è in movimento e che lo spazio non è un vuoto inerte, ma un’entità dinamica in cui la luce, l’energia e la materia si mescolano in un processo continuo di trasformazione. Le sue opere, con i loro tagli, le perforazioni e le esplosioni di luce, rappresentano metaforicamente questi concetti di trasformazione, di discontinuità e di espansione.
Le "Concetto Spaziale" di Fontana non sono semplici esperimenti estetici, ma atti di pura riflessione filosofica. L'artista ha messo in discussione la separazione tra la materia e lo spirito, il visibile e l’invisibile, il finito e l'infinito. I suoi lavori invitano lo spettatore ad affrontare il vuoto, non come un'assenza, ma come uno spazio vitale che si apre all'osservazione e all’esperienza. In questo senso, il taglio nella tela non è solo un segno fisico, ma un gesto concettuale che dissolve la barriera tra il visibile e l’invisibile, tra il mondo fisico e quello metafisico. La tela diventa il luogo di una tensione cosmica, un atto in cui l'artista scava nell'irreale per dare forma a un nuovo ordine dell'universo.
Fontana, come sottolinea De Sanna, ha anche esplorato il rapporto tra il linguaggio visivo e la percezione umana. Il suo approccio all'arte non è mai stato statico: ogni sua opera si inserisce in un processo continuo di rivelazione, dove l’atto artistico diventa un veicolo per la percezione di nuove dimensioni. Le sue tele tagliate e le sue "Ambiente Spaziale" sono esperimenti di libertà assoluta, in cui il concetto di spazio è slegato da ogni forma di rappresentazione tradizionale. Fontana rompe con le convenzioni pittoriche per andare oltre, cercando una rappresentazione più autentica del reale, un'arte che non si limita a riprodurre il mondo, ma che lo reinventa continuamente.
Il libro di De Sanna si concentra anche sul legame che Fontana ha stabilito con il movimento spazialista, ma non si limita ad analizzare solo il suo contributo alla corrente. Piuttosto, indaga la sua influenza su un più ampio contesto artistico e culturale. Fontana ha rappresentato un punto di rottura che ha reso possibile la nascita di nuove forme di arte contemporanea, dall’Arte Concettuale all’Arte Povera. La sua visione spaziale ha messo in discussione la definizione stessa di "opera d'arte", spingendo gli artisti a riflettere sul ruolo dello spettatore e sul concetto di esperienza estetica. Con Fontana, l’opera d’arte non è più solo una rappresentazione, ma un’esperienza in movimento, una relazione che si stabilisce tra l’oggetto artistico e lo spettatore, tra l’artista e l’universo.
L’arte di Fontana, come evidenziato da De Sanna, ha avuto anche una forte componente utopica. Fontana ha sempre creduto che l’arte fosse in grado di cambiare la percezione della realtà, che potesse diventare una lingua universale capace di comunicare l’essenza stessa dell’esistenza umana. Le sue opere, pur essendo estremamente personali, sono anche universali, perché toccano temi che riguardano ogni essere umano: il rapporto con il cosmo, la ricerca di significato, il tentativo di superare i limiti imposti dalla realtà visibile. Il suo lavoro ha sfidato la percezione del tempo e dello spazio, cercando di stabilire un dialogo tra il finito e l’infinito, tra la materia e l’eterno.
Fontana ha saputo trovare una via per coniugare l’arte con la filosofia, e la filosofia con la scienza, creando un linguaggio visivo che trascende le forme tradizionali e che invita lo spettatore a esplorare nuove dimensioni di pensiero. La sua arte è diventata, così, uno strumento di indagine e di esplorazione, che si rinnova continuamente e che continua a essere fonte di riflessione. Nel libro di De Sanna, il percorso di Fontana emerge come un cammino verso l’infinito, un invito a guardare oltre, a sfidare i limiti della percezione e a pensare il mondo in modi radicalmente nuovi.
In conclusione, il volume di Jole De Sanna rappresenta un contributo fondamentale per chi desidera comprendere la grandezza di Lucio Fontana non solo come artista, ma come pensatore che ha saputo rivoluzionare il concetto stesso di arte, introducendo nuovi paradigmi visivi e concettuali che hanno influenzato e continueranno a influenzare l’arte contemporanea. Fontana non è stato solo un innovatore delle forme, ma un esploratore dell'universo, e il suo lavoro rimane una sfida aperta a tutti coloro che cercano di capire il rapporto tra l'arte, la scienza e la filosofia.